La Laser di Strambino contrattacca «Assumiamo due programmatori»
Andrea Scutellà / strambinoLa Laser di Strambino non si limita a resistere in questo periodo, ma contrattacca. Sono previste infatti due assunzioni. «Cerchiamo una persona che sappia programmare in ambiente microsoft e una per il mobile», spiega Paolo Conta, 60 anni, che oltre ad essere amministratore delegato dell'azienda informatica con due sedi, la seconda ad Aosta, e 33 dipendenti, è anche presidente del gruppo Ict di Confindustria Canavese. Ma c'è un convitato di pietra nella nostra conversazione. È la parola resilienza, che né l'intervistatore, né l'intervistato vuole pronunciare, perché negli anni è stata davvero abusata. Se intesa, però, come la capacità di reagire ai cambiamenti adattandosi alle situazioni emergenti, descrive perfettamente la realtà di Laser. «Abbiamo usufruito da subito dello smartworking - spiega Conta -, perché tecnologicamente eravamo pronti e perché avevamo clienti che ci chiedevano prodotti dematerializzati. Quando però abbiamo potuto siamo tornati a lavorare in presenza. A giugno eravamo in sede. Questo perché anche nel nostro lavoro, il valore aggiunto arriva dalla contaminazione delle idee, che avviene giorno dopo giorno incontrandoci. Va bene lo smartworking, ma il lavoro in presenza è indispensabile. Purtroppo, con l'aumento dei contagi, siamo dovuti tornare a casa». In un periodo in cui il digitale diventa per forza di cose il settore trainante dell'economia, Laser non ha subito flessioni. Anzi ha recentemente messo a segno un bel colpo: ha realizzato totalmente in smartworking il sito della Vecchia cantina di Montepulciano, realtà storica del settore enologico in Toscana. «Per il momento i clienti stanno rispondendo bene - spiega ancora Conta -, non abbiamo mai usufruito della cassa integrazione. L'emergenza ci ha fatto capire l'importanza del digitale e anche, ahimè, quanto siamo indietro rispetto al necessario. Ora finalmente non è più visto come un costo inutile, ma come un'arma strategica. L'e-commerce è un esempio calzante, non è vero che la gente non compra più ma lo fa in maniera diversa. È importante che il mercato si allarghi, sostenuto da fondi che devono arrivare a sostegno della nuova coscienza dell'importanza del digitale». Ed è così che questo settore definito spesso trasversale all'economia, ora tra i pochi che promette assunzioni, soprattutto per i giovani che si affacciano al mondo del lavoro. «Io ho tre tirocini attivi, che si stanno trasformando in apprendistato, tutti usciti da corsi post diploma o da una laurea breve. Hanno dai 20 ai 22 anni. E ho un laureando che sta facendo tesi per noi sull'internet delle cose. È giusto sottolineare anche i nostri collegamenti con il mondo della formazione: dalla collaborazione con i corsi del Ciac, a quelle con l'università di Torino e del Politecnico». --