Donnas, 55 positivi alla Domus Pacis In regione casi ancora in aumento

donnasIl numero di positivi al coronavirus in Valle d'Aosta sale ancora: siamo a 1.181 attualmente positivi, +97 i contagiati rispetto al giorno precedente, su un totale di 174 persone sottoposte a tampone. Parini 63 i ricoverati, due sono in terapia intensiva. Sale ancora il numero di positivi al coronavirus nella casa di riposo privata Domus Pacis di Donnas. Tutti i tamponi a cui sono stati sottoposti gli ospiti sono stati analizzati: ci sono 55 contagiati e 40 negativi (tre tamponi ancora dubbi). Tra i dipendenti i positivi sono 15, a fronte di 42 negativi (due gli esiti mancanti). «La situazione è tranquilla e abbiamo provveduto a separare nel nucleo Covid con staff dedicato i positivi. I dipendenti positivi rientreranno in servizio solo a guarigione avvenuta», fa sapere la società che gestisce la struttura. Nella casa di riposo era stato scoperto la scorsa settimana un ospite positivo - arrivato nella struttura l'8 ottobre - dopo che la figlia, avendo saputo di essere contagiata, aveva avvertito la casa di riposo e fatto partire lo screening.L'uomo, di 83 anni, è morto nei giorni scorsi all'ospedale Parini di Aosta, dove era stato ricoverato. Si tratta di una delle prime vittime in Valle d'Aosta di questa seconda ondata di contagi. Il discorso richiama e si riaggancia ad un'altra realtà. Dopo che oltre la metà degli operatori della microcomunità per anziani di Fénis è risultata positiva al Coronavirus (come la maggior parte dei circa 20 ospiti), il sindaco, Mattia Nicoletta, ha rivolto un appello ai «suoi compaesani, al personale sanitario in pensione residente sul territorio e un appello alle persone dei comuni limitrofi» perché «entro martedì 27 ottobre saremo al collasso più completo» e «questo vorrebbe dire tagliare quei pochi servizi che ci sono già sul territorio». In un video su Facebook, il primo cittadino chiede la «disponibilità a dare una mano in cucina o a lavare il pentolame, a servire in refettorio, fare la pulizia all'interno della struttura e portare i pasti direttamente al domicilio». Sono già decine le telefonate arrivate. «Assicurazione, dpi e tampone per tutti, oltre che una formazione da personale qualificato. Non so dirvi - conclude il sindaco - quanto tempo durerà. Potrebbero essere i primi quindici giorni, venti giorni, un mese, due mesi. So solo che abbiamo bisogno».La Valle d'Aosta intanto continua ad avere l'indice di trasmissibilità Rt del Covid più alto di Italia. Il dato emerge dal monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore della Sanità e del ministero della Salute nel periodo 12-18 ottobre. L'indice di contagio nella regione alpina è di 2,37. Dopo la Valle d'Aosta ci sono Piemonte (1,83) e Provincia autonoma di Bolzano (1,8). La Lombardia è a 1,64, la Campania a 1,45. «Sono necessarie misure, con precedenza per le aree maggiormente colpite, che - si legge nel report - favoriscano una drastica riduzione delle interazioni fisiche tra le persone e che possano alleggerire la pressione sui servizi sanitari, comprese restrizioni nelle attività non essenziali e restrizioni della mobilità». Inoltre «si invitano nuovamente le Regioni a realizzare una rapida analisi del rischio e a considerare un tempestivo innalzamento delle misure di mitigazione nelle aree maggiormente affette. È fondamentale che la popolazione rimanga a casa quando possibile e riduca tutte le occasioni di contatto con persone al di fuori del proprio nucleo abitativo che non siano strettamente necessarie. Si ricorda che è obbligatorio adottare comportamenti individuali rigorosi e rispettare le misure igienico-sanitarie predisposte relative a distanziamento e uso corretto delle mascherine». --