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Francesco Margiocco Riscattare la laurea serve ad andare in pensione prima e con un assegno più alto, ma questi vantaggi hanno un prezzo, che è deducibile, diluibile in rate mensili, ma spesso salato. Il simulatore online dell'Inps ci dice quale prezzo pagheremmo, non quale pensione riceveremmo, se chiedessimo il riscatto oggi. «Per capire il beneficio sulla pensione occorre l'intera posizione contributiva del lavoratore. Un simulatore non basta: servono esperti e procedure complesse», dice Antonello Orlando, della Fondazione Studi dei Consulenti del Lavoro. Per chiedere il riscatto della laurea bisogna entrare nel sito dell'Inps con le proprie credenziali e seguire il percorso precompilato. Possiamo chiederlo anche solo per una parte del corso di studi, anche un solo anno, e in una fase successiva potremo sempre riscattare il resto. Per pagare possiamo usare un Mav o farci addebitare le rate sul conto corrente. Lo spartiacque è la riforma Dini che, dal 1996, ha sostituito per le pensioni il sistema retributivo con il sistema contributivo. Chi si è laureato e ha studiato all'università prima del 31 dicembre '95 applicherà, per calcolare il riscatto, la riserva matematica, che moltiplica l'incremento pensionistico derivato dal riscatto per un coefficiente che tiene conto dello stato del richiedente, della sua età, del suo sesso: le donne, avendo maggiore speranza di vita, hanno in genere pensioni più basse. In questo caso i costi sono i più elevati: per dare un'idea si viaggia su cifre attorno ai 15 mila euro per ogni anno riscattato. Chi invece si è laureato e ha studiato dal 1996 in poi, applicherà un altro metodo basato sui contributi versati nei 12 mesi prima della domanda di riscatto. In questa circostanza, per riscattare un anno di laurea, servono in media 10 mila euro. Chi ha studiato a cavallo della riforma applicherà entrambi i metodi. Tra gennaio e settembre, i riscatti con riserva matematica e a percentuale sono stati 21.7703 (dati Inps). Difficile dire a che punto della vita convenga fare il riscatto. Secondo Orlando «meglio vicino al pensionamento, per avere visibilità sugli effetti concreti del riscatto; oppure appena laureati, con un onere light introdotto dal 2007». C'è poi una forma di riscatto agevolato introdotta nel 2019. Si applica a chi si è laureato dopo il 31 dicembre '95 oppure a chi, pur essendosi laureato prima, ha optato, con apposita domanda sul sito dell'Inps, per il modello contributivo. La versione agevolata, o light, ha un costo fisso: 5.265 euro per ogni anno riscattato. Inizialmente questa opzione era riservata agli under 45, ma la misura è stata cancellata in fase di conversione in legge (circolare Inps numero 6 del 22 gennaio 2020). Da gennaio a settembre, rileva l'Inps, le domande di riscatto agevolato sono state 15.012. Ma optare per il metodo contributivo significa subire un decremento della pensione. Come spiega Orlando, «con il riscatto light, l'Inps fornisce una specie di esodo anticipato a fronte, però, di un decremento sull'assegno». --© RIPRODUZIONE RISERVATA