Cartelli e invettive contro il Comune, lo sciopero bianco anima il mercato

RIVAROLO CANAVESE «Sindaco, in questo posto le nostre aziende falliscono». «Sindaco, ubicando le nostre attività in corso Rocco Meaglia hai chiuso un'arteria fondamentale per la viabilità creando del traffico e dello smog in centro città». «Sindaco, vogliamo solo lavorare con dignità». Sono soltanto alcune delle scritte riportate sui manifesti appesi alle bancarelle degli ambulanti del settore extra- alimentare che dopo il lockdown dai centralissimi via Ivrea e corso Torino sono stati trasferiti in corso Rocco Meaglia che sabato, giorno del mercato settimanale di Rivarolo, hanno dato vita a uno "sciopero bianco" protestando contro la decisione assunta dall'amministrazione comunale guidata dal primo cittadino, Alberto Rostagno. l'area non è attrezzata«Abbiamo promosso una raccolta firme a fine luglio, ma non abbiamo più avuto contatti con il sindaco e l'amministrazione - afferma Paolo Rivoli, componente della commissione mercatale comunale e portavoce di una settantina di ambulanti sul piede di guerra per il trasloco nella zona più periferica e priva di servizi igienici e bar-. Ci sentiamo denigrati, non considerati. Non siamo cittadini di serie B, cerchiamo di abbellire le nostre attività e il paese. Abbiamo optato per lo sciopero bianco per far capire le problematiche che stiamo vivendo ai cittadini anziché per altre forme di protesta perché se non apriamo le nostre attività non portiamo a casa la pagnotta. Chiediamo dialogo, serietà, siamo abbandonati dall'amministrazione di Rivarolo».corso meaglia postazione non idoneaGli ambulanti sono esasperati, hanno voglia di dire la loro, però, di fronte al taccuino del cronista e all'obiettivo del fotografo, si riscontra una certa ritrosia a svelare la propria identità. «Con lo spostamento delle bancarelle in corso Meaglia stanno distruggendo il centro storico, qui non passa più nessuno, nelle giornate di sole come oggi il passaggio si limita dalle 11 alle 12 ma noi siamo qui dalle sei del mattino - osserva il titolare di un banco di calze-. Già la grande distribuzione si sta infilando dappertutto, se io fossi il sindaco cercherei di abbellire la città. Noi facciamo parte del folclore, il mercato dovrebbe essere tutelato dall'Unesco, in nessuna altra parte del mondo c'è un mercato caratteristico come quello italiano».«Sulla mia licenza è riportato come postazione via Ivrea, non corso Meaglia, qui non ci sono servizi, il bagno chimico si presenta in condizioni pietose, e il trasferimento del settore extra-alimentare rappresenta un danno anche per i negozianti in sede fissa», aggiunge un altro ambulante che chiede di mantenere l'anonimato. «Vengo al mercato a Rivarolo dal 1980, da quando era tutto concentrato in via Ivrea - gli fa eco un altro esercente che gestisce un banco di abbigliamento -. Ci era stato spiegato che lo spostamento era dettato dall'emergenza epidemiologica e, in quel momento, l'abbiamo ritenuto giusto, ma non ci hanno detto che ci avrebbero lasciati qua. Sono passati ormai cinque mesi da quella che ci era stata presentata come una soluzione provvisoria».la decisione per ragioni di sicurezzaUna decisione che Palazzo Lomellini ha motivato proprio con la necessità di attenersi alle stringenti indicazioni in materia di sicurezza per il contenimento della pandemia assicurando, al contempo, di aver incaricato dei tecnici di predisporre relazioni dettagliate e una serie di possibili soluzioni che stanno pervenendo in municipio. --chiara cortese