Immigrati e pregiudizi Le storie di chi subisce discriminazioni
IVREALa consulta stranieri del comune Ivrea ha organizzato due serate con una serie di interventi che ha coinvolto le associazioni di immigrati presenti sul territorio. Sabato sera c'era Eshorouk Aurora, associazione culturale marocchina che ha donato una panchina con i colori della pace alla città (consegnata al sindaco Stefano Sertoli). C'era monsignor Luigi Bettazzi che ha portato i suoi saluti, la Polizia e molte associazioni che lottano per l'eguaglianza e contro le discriminazioni.«Sono felice di questa prima due giorni - spiega Gabriella Colosso presidente della consulta e consigliera di minoranza del Pd - perché ci sono stati molti contenuti. La prima serata è stata più tecnica, con la presentazione delle azioni dei consorzi Cissac e Inrete, di progetti rivolti ai migranti e di persone che ne hanno preso parte. La seconda è stata una carrellata di realtà diverse fra loro: dall'Angi (associazione nuove generazioni italo-cinesi), alla casa delle donne di Ivrea, ai progetti di Quore contro le discriminazione Lgbt, a testimonianze dirette di ragazze come Maya Taylor, recentemente vittima di scritte razziste proprio a Ivrea, a Viviana Valentino che ci ha spiegato come alcuni pregiudizi verso le persone del sud Italia, nel nord, ancora esistano. E a seguire le letture di Simonetta Valenti, che ha emozionato il pubblico con un racconto per bambini su Rosa Parks, la madre dei diritti civili negli Stati Uniti». Non sono mancate le polemiche. Un articolo recentemente pubblicato dalla consigliera di maggioranza della Lega Anna Bono sul giornale online "La nuova bussola quotidiana", aveva polemizzato sulla mostra #Immaginideipregiudizi esposta nell'androne del Municipio, dandone una lettura inversa - «per alimentare i pregiudizi sui bianchi» cita l'articolo. «Come presidente della consulta - spiega Colosso - sono amareggiata che si sia letto in negativo il lavoro dei ragazzi dell'istituto Steiner di Torino, durato più di un anno. Hanno lavorato a stretto contatto con Moussa, un ragazzo ivoriano con una storia difficile, hanno sofferto dei suoi racconti e hanno prodotto una mostra fotografica che qui ha riscosso successo. Una mostra che era stata già ospitata prima dai negozi, poi dall'Iis Olivetti e ora dal Comune». --Vanessa Vidano