Fabbro e la sua Corinna due fidanzati in carovana al tempo del coronavirus

VILLAFRANCA TIRRENA Lunedì: quattrocento metri all'arrivo della terza tappa del Giro sull'Etna. Un corridore della Bora Hansgrohe va verso il traguardo fradicio d'acqua. Sa di avere fatto il suo, sa che i quasi 10' accusati dal vincitore Caicedo sono in realtà una polizza per gioie che verranno. A sinistra vede lo stand della Valsir, una delle poche aziende superstiti nella carovana della corsa ridotta all'osso per pandemia. Alza il braccio, saluta, sorride, va. Corinna, che per la Valsir da 4 anni è una delle ragazza-immagine al Giro, è sulla porta dello stand. Sorride, saluta, orgogliosa del suo Matteo, fidanzato da 4 anni e che, sempre causa virus e bolle varie, invece di poter vedere, salutare, abbracciare, incoraggiare ogni giorno come sogna da mesi, può solo sentire al telefono o in videochiamata proprio come quando lui corre, ad esempio, in Australia o in Argentina, e lei lavora nella sua Salò. In carovana al Giro al tempo del Covid accade anche questo. Matteo Fabbro, ha 25 anni, è di Codroipo in Friuli. Piccolo, forte, azzurro ai Mondiali di Imola. Siccome era riserva ha ottenuto dal ct Davide Cassani di andare ad allenarsi sull'Etna. E proprio sulle rampe ben conosciute lunedì prima di arrivare "con calma" al traguardo aveva acceso la miccia tirando a lungo il gruppo dei più forti. Tanto forte che i capitani Konrad e Majka gli avevano pure urlato di rallentare. In gruppo, dopo la crono corsa alla grande, lui scricciolo in balia del vento, è famoso per aver detto «avevo più denti nella corona davanti del cambio, 58, che chili, 54». E ieri verso Villafranca ha fatto il bis in salita per il capitano Sagan. Corinna? Racconta, tra un gadget e l'altro regalato ai (pochi) tifosi: «Ci siamo conosciuti alle gare degli under 23, lui correva per il Team Friuli, i miei genitori hanno la squadra Iseo Serrature. Il primo passo l'ha fatto lui, io all'inizio gli ho dato buca. Ma quando ho saputo che in Colombia si era infortunato, gli ho mandato un sms e...». Da cosa è nata cosa. Anche il sogno, un giorno «di "correre" un Giro insieme. Solo che così, vicini ma distanti non l'avrebbero mai immaginato. «Al massimo un saluto da lontano alla partenza. Sogna di vincere una tappa». Riuscirà a salutarla prima del traguardo? -- A.S.© RIPRODUZIONE RISERVATA