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il retroscena Gianluca Oddenino / torino Chiuso il primo surreale atto di questo Juventus-Napoli, che si preannuncia infinito e incandescente tra ricorsi e veleni, la palla passa al giudice sportivo. Il mancato rinvio della partita e l'assenza della squadra di Gattuso ieri sera allo Stadium, come da regolamento e in base al referto dell'arbitro Doveri, comporta la sconfitta a tavolino per il club napoletano con un possibile punto di penalizzazione. Gerardo Mastrandrea, però, tra oggi e domani potrebbe decidere di rinviare il verdetto di qualche giorno vista la delicatezza della situazione e i documenti già inviati dal Napoli per giustificarsi. Una prassi consolidata, quando ci sono casi così complicati, per poter indagare in maniera approfondita - chiedendo ulteriori documenti o sentendo i soggetti coinvolti - su cosa sia successo alla vigilia di questo big-match. La Lega Serie A ha confermato la partita e la Juventus si è regolarmente presentata, come gli arbitri, mentre il Napoli ha già schierato i suoi avvocati e contesterà in ogni sede il 3-0 a tavolino. Si parte con la giustizia sportiva, dopo il giudice sportivo c'è la Corte Sportiva d'Appello e poi il Coni, ma non è esclusa l'ipotesi di un ricorso al Tar o alla giustizia civile dopo quel che è successo. «In tempo reale abbiamo informato giudice sportivo di A, Lega, Figc e Juve che la squadra non poteva partire per Torino - ha spiegato l'avvocato Mattia Grassani, che tutela il Napoli - a meno che si volessero commettere reati penalmente rilevanti giocando la partita. Abbiamo allegato tutta la corrispondenza con la Asl e la Regione Campania: il calcio può aspettare, la legge dello Stato è superiore a quella sportiva». La Juventus aspetta la sentenza del giudice sportivo, ribadendo di aver rispettato i regolamenti e il protocollo sanitario anti-Covid. «Preferisco vincere sul campo sempre e non 3-0 a tavolino», ha commentato il presidente bianconero Andrea Agnelli direttamente dallo Stadium. Il Napoli ha già tracciato la linea difensiva nella Pec mandata dal presidente Aurelio De Laurentiis per chiedere il rinvio della partita: si insisterà sull'impossibilità di partire per Torino, dopo il mancato via libera delle autorità sanitarie - che hanno disposto per la squadra l'isolamento fiduciario di 14 giorni nel centro sportivo di Castel Volturno - viste le positività di Zielinski ed Elmas. «A fronte di tali evidenze - ha scritto il presidente napoletano - chiare e non interpretabili, vogliate prendere atto del fatto che la scrivente non è stata autorizzata a effettuare la trasferta di Torino per determinazione degli enti pubblici preposti, peraltro ponendosi, detto eventuale comportamento (ossia la partenza per il capoluogo piemontese), in aperto contrasto con quanto a più riprese disposto dalle competenti autorità». -- © RIPRODUZIONE RISERVATA