Guasto in quota, cellulari muti per 2 settimane

TAVAGNASCO I ritardi che l'Italia sconta sul digitale trovano, con le dovute proporzioni, una dimostrazione concreta tra i paesi montani del Canavese. Tra i 1200 Comuni italiani in cui è ancora difficile la connessione, ma anche telefonare ed inviare messaggi, Tavagnasco e Quincinetto si trovano sovente a fare i conti con "buchi" nella rete. «Abbiamo dovuto aspettare due settimane - dice il sindaco Giovanni Franchino - per il ripristino dei collegamenti di Wind, a causa di un guasto nel ripetitore che si trova in cima alla montagna. A patirne maggiormente sono stati gli anziani che utilizzano cellulari di vecchia generazione e che hanno difficoltà a ricercare soluzioni immediate. Problemi che si ripetono a ogni temporale. Di solito però il ripristino della rete, che salta dopo un temporale, è tempestivo. Questa volta a nostro sfavore deve aver agito il periodo di ferie. Tuttavia si tratta di un disservizio che non deve più ripetersi». Alle proteste del sindaco si sono aggiunte quelle di alcuni residenti. Willy Levrone pensa alla parte più fragile della popolazione. Gli anziani che più di altri hanno bisogno di comunicare le loro necessità ai parenti, oppure al medico e alla farmacia. «Invece a Tavagnasco e a Quincinetto per due settimane sono rimasti praticamente isolati, pur continuando a pagare il canone. È successo a mia madre - racconta Levrone - e per questo motivo mi sono interessato chiedendo spiegazioni a Wind. In caso di guasti di solito la squadra tecnica, se il problema non si risolve da remoto, interviene subito. Ma era Ferragosto e abbiamo dovuto aspettare. Oppure il guasto era più grave del solito». Intanto dalla direzione milanese di Wind3 promettono un'analisi accurata della problematica per evitare il ripetersi del problema. «Sono 1200 i Comuni che ci hanno segnalato di avere problemi nell'invio di messaggi e nelle telefonate - ricorda Marco Bussone , presidente dell'Uncem (Unione nazionale Comunità montane) - È un servizio base che ci fa capire che nel nostro paese ci sono ancora molti buchi e sono parte della ragione per cui in molti ambiti l'Italia rimane fanalino di coda della classifiche sul digitale. Occorrono quindi più investimenti su questo fronte, anche sfruttando le risorse che arriveranno dal Recovery fund». --lydia massia