Senza Titolo
minsk Non si ferma la sfida lanciata ormai da tre settimane al presidente bielorusso Aleksander Lukashenko al potere da 26 anni. Anche ieri un fiume umano invade le strade di Minsk. Il dispiegamento massiccio delle forze dell'ordine non ferma l'opposizione e non zittisce gli oltre 100mila scesi in piazza al grido di "Vergogna! " che arrivano fin sull'uscio della residenza presidenziale, nella capitale circondata da agenti in assetto antisommossa. La rabbia non sembra così placarsi nella terza domenica di protesta dopo le elezioni del 9 aprile che hanno visto nuovamente la vittoria di Lukashenko sulla sfidante Svetlana Tikhanovskaya, ma il cui risultato per l'opposizione non è veritiero. Ora le strade di Minsk sono presidiate dall'esercito e ci sono cannoni ad acqua pronti all'uso, mentre cortei compaiono anche in altre città del Paese, come Brest e Grodno. I dati del ministero dell'Interno parlano 125 arresti. Il leader - che ieri ha compiuto 66 anni ed è stato invitato a Mosca da Putin- resta nel suo palazzo. -