L'impegno dei primi cittadini dopo l'esposto-denuncia
FORNO CANAVESE La sollecitazione ai sindaci del tre Comuni (Forno, Rivara, Levone) per l'aumento esponenziale della fauna selvatica non è caduta nel vuoto. A metà luglio, sulla scrivania dei tre primi cittadini, era piovuto l'esposto denuncia col quale un gruppo di coltivatori e vignaioli lamentava la situazione venutasi a creare nel comprensorio Pescemonte - Garina - Montiglio, letteralmente assediato da cinghiali, caprioli, lapin e mini lepri. Al documento era stata allegata anche una petizione sottoscritta, ad oggi, da oltre 150 cittadini (anche da fuori territorio, per la verità). Ai sindaci, oltre a fotografare quanto sta avvenendo, i promotori della stessa chiedevano un impegno diretto verso gli enti superiori, la Regione, in particolare.«Cosa che ho fatto con i colleghi Roberto Andriollo e Massimiliano Gagnor - riferisce Alessandro Gaudio, borgomastro di Forno - . La risposta è stata che se uno è iscritto a partita Iva è titolato ad inoltrare richiesta per gli eventuali danni subiti, previo accertamento degli stessi, naturalmente, ma certamente la Regione non si muove per i privati. Come comprensorio alpino, che parte da Rocca e arriva sino a Quincinetto, la cifra annua, complessiva, dei rimborsi si aggira tra i 50, 60mila euro».Nell'esposto denuncia a sindaci sono state fatte domande precise. «Alle quali risponderemo congiuntamente - assicura Gaudio - . Abbiamo a cuore il territorio, tant'è vero che proprio in questo periodo è cominciata l'installazione di cartelli appositi che segnaleranno il "Sentiero tra le vigne", un progetto finanziato dall'Unione europea attraverso il Gal che mira a valorizzare un'area di straordinaria bellezza. E finite le ferie, l'idea, sempre di concerto con i colleghi di Rivara e Levone, è quella di organizzare una serata a tema dove verranno affrontate tutte le questioni». --m.m.