A Ivrea i casi salgono a quattro A Romano Ferrero scrive ai cittadini

Rita Cola / IVREA Un nuovo caso a Ivrea di positività al Coronavirus che fa salire da tre a quattro i contagi negli ultimi due giorni. Il Canavese è lontano dalle terribili giornate di marzo, ma non è un territorio libero dal Covid. I casi non sono molti, non c'è nessun focolaio, ma situazioni singole spuntano qua e là, molte legate a rientri da altre regioni. C'è un caso a Forno Canavese, uno a San Martino, uno a Issiglio, uno a Mazzè, uno a Corio Canavese, nove a San Maurizio Canavese, due a Caselle, uno a Romano Canavese. INTERVIENE IL SINDACOA Romano Canavese, 2.700 residenti, è tornato un caso di Covid dopo quattro mesi. La persona contagiata è giovane e sta bene. È a casa, in isolamento. E anche i suoi familiari, come prevedono le procedure di tracciamento, sono in quarantena. Non ha contratto il Covid in Piemonte, ma in un'altra regione. È quello che i bollettini regionali di questi giorni chiamano "casi importati". E il sindaco, Oscarino Ferrero, è tornato a rivolgersi con una lettera ai suoi concittadini. «Nel periodo della quarantena - spiega - come altri miei colleghi amministratori, scrivevamo continuamente messaggi per ricordare le disposizioni e invitare a fare attenzione. Con il passare delle settimana e il migliorare della situazione abbiamo un po' allentato. Invece dobbiamo continuare ad adottare tutte le precauzioni: lavarsi le mani, usare la mascherina, tenere le distanze». Ferrero non vuole fare nessun tipo di allarmismo: «Ma dobbiamo riflettere sui nostri comportamenti e ricordarci che il pericolo del contagio è ancora esistente tra noi». Soprattutto ora, in periodo di vacanze, il rischio di sottovalutare alcune misure è più che reale. «Invito - aggiunge Ferrero - tutti coloro che sono tornati da luoghi o Paesi a rischio ad attenersi scrupolosamente alle disposizioni e, nel caso di dubbi, di rivolgersi alle autorità sanitarie». Ferrero non è l'unico amministratore a riprendere il tema della sensibilizzazione sul rispetto delle norme anti contagio sul territorio. Il vicesindaco metropolitano, Marco Marocco, ha scritto ai sindaci anche evidenziando la disponibilità della Regione manifestata nel corso di un incontro del comitato provinciale per l'ordine e la sicurezza pubblica di fornire mascherine ai Comuni che abbiano la necessità di distribuirle gratuitamente ai cittadini in occasione di manifestazioni che lascino presagire assembramenti la sera o la notte. «Mi sono impegnato - dice Marocco - a raccogliere le necessità dei vari Comuni attraverso i sindaci per non trascurare gli eventi in programma sul territorio, anche nei luoghi più decentrati». RSA DIMENTICATEÈ il comitato vittime Rsa, costituito dalla Fondazione promozione sociale a riportare il tema sotto la lente dell'attenzione. Evidenzia che non è stata revocata dalla Regione «la controversa e contestata delibera 14-1150 del 20 marzo 2020 che permetteva (e permette ancora!) il trasferimento di malati contagiosi dagli ospedali alle Rsa». E rimarca che «Nessuna azione della sanità piemontese è stata messa in atto per dare priorità alle cure domiciliari ed erogare gli assegni di cura». Il comitato aveva già evidenziato alcuni temi da sottoporre alla Regione e ora chiede nuovamente che su questi si apra una discussione: « Devono seguire subito ai decessi 4.000 nuove convenzioni per sostituire i posti liberatisi nel periodo Covid e almeno altre 6.000 per coprire le quote sanitarie di chi sta pagando da anni la degenza privatamente in Rsa. La Regione non ha attivato ingressi in Rsa per molti mesi, risparmiando le risorse che ora deve rimettere in blocco. Quei soldi non devono sparire, ma servire per un abbattimento secco delle liste di attesa»INTANTO, IN PIEMONTEOttocentonovantasette sono le persone attualmente positive in Piemonte, 27 sono i nuovi casi e tredici di questi sono "importati", cioè avvenuti fuori regione. Diciannove persone su 27 sono asintomatiche. Ieri è stato registrato anche un nuovo decesso e così anche il 17, dopo qualche giorno nel quale il numero dei morti con Coronavirus era rimasto fermo. Le vittime, in Piemonte, sono 4.141, 1.831 tra Torino e provincia. I contagi, globalmente, sono 32.127 (16.099 tra Torino e provincia). Passano da due a tre i malati ricoverati in terapia intensiva e da 75 a 80 le persone ricoverate nei vari ospedali. Tutti gli altri positivi sono curati o monitorati a domicilio. Naturalmente aumenta anche il numero dei guariti, più otto rispetto al giorno precedente che fa salire a 26.533 il numero di chi si è lasciato alle spalle il virus. --© RIPRODUZIONE RISERVATA