Scuola, servono ventimila aule «Lezioni anche in case e B&B»
il caso Maria Rosa Tomasello Non c'è più tempo, e anche a Palazzo Chigi sanno che, chiusa la partita dei provvedimenti economici, la vera emergenza è la scuola. La campanella suonerà il 14 settembre, ma secondo quanto stabilito dal Decreto Scuola l'attività didattica ordinaria inizierà il primo settembre, senza considerare che molti dirigenti scolastici hanno chiesto di escludere dal proprio piano ferie l'ultima settimana di agosto, anticipando quindi il rientro al 24 agosto. Una settimana di anticipo, come hanno già fatto alcuni istituti negli anni scorsi per consentire il recupero dei debiti entro il 31 agosto. Alla riapertura degli istituti scolastici mancano dunque 20 giorni nel migliore dei casi, poco più di un mese al ritorno degli studenti in classe, e l'Associazione nazionale presidi - come fa da giorni - torna a lanciare l'allarme: in tutta Italia sarà necessario allestire 20mila aule alternative per un totale di circa 400mila studenti, circa il 5% del totale, ma il 50% degli ambienti necessari non è ancora stato trovato. Il presidente dell'Anp, Antonello Giannelli, l'aveva già ribadito giovedì scorso, nel giorno in cui la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina aveva firmato il Protocollo per la ripresa in sicurezza dell'anno scolastico con organizzazioni sindacali e dirigenti scolastici: «Servono chiarimenti urgentissimi circa l'ipotesi in cui l'istituzione scolastica non abbia la disponibilità di spazi e locali idonei per la didattica in presenza con la garanzia del metro lineare di distanza» necessario per garantire le norme anti-contagio. Di più: secondo i presidi, il ricorso alla didattica a distanza necessiterebbe di «una previsione normativa espressa». Il rischio, insomma, è che una parte degli studenti sia costretta a continuare a seguire le lezioni da casa, alle prese con strumenti inadeguati e connessioni scadenti se non addirittura inesistenti, condizione che non assicurerebbe il diritto allo studio. I Comuni sono impegnati in una corsa contro il tempo per trovare spazi alternativi dove potere allestire le aule con le risorse messe a disposizione degli Enti locali per gli affitti l'eventuale acquisto di moduli laddove non si trovino spazi adeguati nel decreto di agosto: 32 milioni per il 2020, 48 milioni per il 2021. E la ricerca è a 360 gradi: «Gli avvisi pubblici sono aperti a tutti - spiega Cristina Giachi, responsabile Scuola dell'Anci - Laddove sarà necessario, oltre a musei, cinema e centri congressi, potrebbero partecipare anche hotel, bed&breakfast e persino appartamenti singoli, purché le strutture rispettino i requisiti di capienza e sicurezza» . Fatti i conti, spiega Giannelli, le esigenze sarebbero addirittura inferiori alle previsioni iniziali, con un fabbisogno di classi pari a tre nuove classi per ognuno degli ottomila Comuni italiani. «Ma la situazione non così omogenea e ci sono criticità a macchia di leopardo, con realtà territoriali dove ci sono necessità ben più ampie» sottolinea il presidente dell'Anp. Le situazioni di maggiore sovraffollamento riguardano gli istituti superiori, ed è qui che si registreranno le criticità maggiori: «Stimiamo che nel 20-30%le scuole non riusciranno a mantenere il distanziamento previsto dal protocollo di sicurezza, quindi serviranno spazi esterni - conferma Mario Rusconi, presidente dell'Anp del Lazio - A Milano per esempio stanno organizzando mega-container dove fare le lezioni» . In questo quadro quindi il ricorso alla didattica a distanza sarà inevitabile: «Significa che in una classe di 27 alunni, una ventina faranno lezione in classe e 5 a rotazione faranno lezione da casa».A soffrire maggiormente saranno le grandi città del centro-sud, anche a causa delle difficoltà a prevedere un aumento del numero delle corso dei bus per organizzare entrate scaglionate. I trasporti, infatti, sono un altro dei nodi da sciogliere in vista della riapertura. Oggi la questione sarà sul tavolo dell'incontro convocato dal governo per sanare lo scontro con le Regioni sulle misure di sicurezza da osservare sui mezzi pubblici, a partire dal numero dei posti da occupare: la richiesta dei governatori sarà un miliardo per ampliare le linee di trasporto pubblico locale. --© RIPRODUZIONE RISERVATA