Inter, la sfuriata di Conte per avere carta bianca

Roberto Condio / TORINOUscita subito dalla Champions e bocciata in semifinale nell'assalto alla Coppa Italia, all'ultima di campionato la miglior Inter ha centrato a Bergamo uno dei realistici obiettivi della prima stagione con Conte: il 2° posto dietro la Juve padrona. Peccato che 45' più tardi abbia rovinato tutto il suo allenatore con un attacco frontale, inatteso e intempestivo, contro la società che tace. A 4 sere dall'ottavo europeo contro il Getafe, Conte è andato ben oltre le ripetute punture su acquisti, calendari e peso politico già incassate dal club che lo paga oltre 11 milioni a stagione e gli ha regalato due mercati generosi.Forse infastidito dalle parole dell'ad Marotta («Il merito è della società intera») e da quella classifica con la Juve solo a +1 che aumenta il rammarico, il tecnico che di ogni mancato traguardo fa una malattia è andato pesantissimo. Da «Mi dà fastidio che alcuni salgano sul carro, questi 82 punti sono dei giocatori e miei» ad «Abbiamo avuto zero protezione dalla società: le palate di cacca le abbiamo prese solo noi», da «Quando vuoi vincere e ridurre il gap dalla Juve devi essere forte in campo ma soprattutto fuori» a «Per avere Lukaku so solo io cosa ho dovuto fare», le bordate sono state di una potenza mai vista se sparate da un dipendente che ha ancora due anni di contratto con il suo padrone. In confronto, il famoso ristorante da 100 euro frequentato con 10 in tasca degli ultimi giorni juventini è poca roba.E' un autentico strappo. E' l'attestazione di una mancanza di fiducia da parte di Conte nei confronti di chi gli ha chiesto di tornare a vincere. Provoca l'assurda sensazione che esistano due Inter: società da una parte, squadra dall'altra. L'ex ct ha toccato anche il presidente Zhang («A fine stagione ci sarà modo di parlargli, è sempre in Cina...») e per la prima volta ha limitato il suo futuro nerazzurro: «Diamo il massimo in Europa e poi faremo le giuste valutazioni. Dirò quel che non mi è piaciuto. Il parafulmine lo puoi fare un anno, non di più. Questa stagione mi è piaciuta zero, troppe critiche». Di certo non più di quante ne ha ricevute Sarri, pure lui al debutto con tante aspettative in una nuova squadra, che però ha vinto lo scudetto. Ricucire non è facile, così come riportare la serenità che raramente l'Inter ha avuto. Dopodomani sera, però, sarà già Europa League, traguardo che darà il segno alla stagione nerazzurra.E a quella di Conte, che con le coppe non ha feeling, avendo ricavato appena un quarto da 4 Champions e sciupato la chance di giocare in casa, a Torino, una finale di Europa League. Marotta è chiamato a spegnere questo nuovo incendio, il più pericoloso. In caso di flop, è automatica la candidatura di Allegri, altro ex plurivittorioso nella Juve dell'attuale ad interista. Il regolamento dei... Conte è ormai dietro l'angolo: la stagione potrebbe finire già mercoledì sera o prolungarsi alla finale del 21. --© RIPRODUZIONE RISERVATA