Addio al dottor Lorenzo Pupillo una vita da medico di base
LESSOLOÈ stato un medico con la M maiuscola, Lorenzo Pupillo, scomparso lo scorso martedì 16, all'età di 76 anni, per il progressivo aggravarsi di un insieme di patologie che da tanto tempo ne avevano minato la salute. Per tutti, a Lessolo, il comune dove risiedeva ed è venuto a mancare e dove per quasi mezzo secolo ha esercitato con onore la sua professione, era il dottore per antonomasia: andato in pensione nel 2001, aveva infatti continuato a esserci per chi aveva bisogno di lui, della sua grande competenza professionale e, soprattutto, della sua profonda umanità, tanto che, fino a quando le forze glielo hanno permesso, si è reso disponibile per le tante persone che hanno continuato a chiamarlo per dei consulti e venivano a farsi visitare da lui. Nato a Partinico, in provincia di Palermo, e conseguita la laurea in Medicina, aveva iniziato a praticare la professione a Ustica dove si era trattenuto tre anni. A Lessolo, era arrivato nel marzo del 1972, con la moglie incinta della figlia Laura che sarebbe poi nata a dicembre.A segnalargli la possibilità di andare a lavorare in Canavese era stato il professor Francesco Pollono, bollenghino, conosciuto a Ustica dove questi aveva una villa per le vacanze, al quale aveva espresso il proprio desiderio di muoversi e andare a lavorare in altro luogo. «Era profondamente medico dentro - ricorda, commossa, la figlia Laura -. La professione, per lui era una missione che lo assorbiva praticamente 24 ore al giorno. Quando ero piccola lo vedevo poco: al mattino, quando mi alzavo, lui non c'era già più e la sera, quando rincasava, eravamo già a dormire. Faceva di buon grado questi sacrifici perché viveva con passione il suo lavoro che lo portava a essere a fianco delle persone anche umanamente, con un senso di prossimità oggi sempre meno diffuso». E sottolinea: «Era orgoglioso del suo essere medico e per tutta la vita ha fatto in modo di essere all'altezza delle proprie e delle altrui aspettative, con fierezza, umiltà e disponibilità assolute. Tanto che, anche quando ormai stava molto male, mi ha ricordato di pagargli l'iscrizione annuale all'Ordine dei medici». «I valori importanti - conclude Laura Pupillo - per lui erano l'amicizia, il rispetto, l'onore e la lealtà: principi sui quali ha sempre basato la sua educazione e che ha cercato di trasmettere a me e a mia sorella. Non sempre è stato ricambiato dalle persone, ma le sue vere amicizie sono davvero state lunghe una vita». «Il dottor Pupillo è stato una figura importante per i lessolesi anche nei momenti di ricreazione - ricorda Rita Chiolino Rava, presidente dell'Associazione del Carnevale -. Dal 1985 al 1992 è stato infatti attivo nel nostro gruppo nell'organizzare le serate del ballo in maschera e del karaoke, sempre ben riuscite e in grado di coinvolgere il paese. Lo ricorderemo sempre con gratitudine e affetto». Alla moglie Dina, alle figlie Laura e Alessandra e alle rispettive famiglie si sono stretti, in questi giorni, anche la sindaca Elena Caffaro, l'amministrazione e i dipendenti del Comune, ricordando pubblicamente l'uomo «che per decenni si è dedicato con professionalità al nostro paese, quale stimato medico di famiglia». --Franco Farnè