Cassa integrazione, uno spiraglio di luce
Mauro Giubellini/ rivarolo canaveseC'è una linea sottile che attraversa tutto il mondo del lavoro, un fil rouge che unisce imprenditori e operai, commercianti e artigiani, sindacalisti e capitani d'industria: la consapevolezza che le parole del Governo accarezzano le aspettative di tutti ma, alla resa dei conti, c'è la mancanza di concretezza. A partire dall'erogazione della cassa integrazione. Un passaggio che non è assolutamente banale.l'attesa Industria, artigianato e commercio. I soldi ai dipendenti sono arrivati a «a macchia di leopardo». Anche se l'Inps, martedì 16, ha fatto sapere che «al 14 giugno l'Istituto ha sostanzialmente completato il pagamento delle integrazioni salariali a favore dei lavoratori contenuti nelle denunce regolarmente presentate dalle aziende fino al 31 maggio. Nello specifico, per 2.314.435 lavoratori, su un totale di 2.343.389, sono state completate le relative procedure di liquidazione per un totale di quasi 4,2 milioni di pagamenti in termini di prestazioni mensili riferite alle domande pervenute entro maggio. In relazione alle denunce pervenute nelle prime due settimane di giugno, sono state già completate le procedure di liquidazione di 629.494 lavoratori su un totale di 896.868. Rispetto al totale delle denunce pervenute si registra un numero complessivo di liquidazioni di oltre 5 milioni in termini di prestazioni mensili».«Attenzione a non far demagogia e populismo su un tema così delicato e oserei dire vitale per centinaia di famiglie canavesane - puntualizza il volto storico del sindacato dei metalmeccanici, Fabrizio Bellino (Fiom Cgil) - la cassa integrazione ordinaria, che deve rispondere a crisi di breve durata e di natura transitoria è stata erogata nella quasi totalità dei casi nei modi e nei tempi previsti. La cassa straordinaria, concessa già prima della pandemia per le aziende in fase di ristrutturazione, riorganizzazione o riconversione, è stata confermata per quei percorsi già definiti mentre rallentamenti, e qualche intoppo c'è stato laddove è stata concessa la cassa in deroga». scintille e politicaEffettivamente il ragionamento di Bellino spiega un aspetto su cui troppi politici hanno giocato tirando in mezzo la Regione e l'Inps.La cassa in deroga, rivolta ai lavoratori di quelle aziende che non potrebbero accedere alla cassa integrazione ordinaria e straordinaria, ha coinvolto un numero eccezionale di donne uomini impiegati nelle piccole imprese edili, artigiane e agricole, nel commercio e nelle cooperative sociali. E sono loro, secondo i dati al momento disponibili, spacchettati anche per territorio, che hanno ricevuto poco o nulla.«Questa maledetta epidemia ha smascherato le nostre sofferenze frutto di una crisi latente e che avremmo voluto affrontare con adeguati strumenti e supporti ben prima dell'emergenza sanitaria - spiega Nicola Ziano, presidente della Cna (Confederazione nazionale dell'artigianato) Ivrea - In parte abbiamo sopperito con l'Epab (ente bilaterale artigianato piemontese) ma il supporto deve essere più efficace e tempestivo». --© RIPRODUZIONE RISERVATA