Addio all'ing. Gribaudo In Olivetti introdusse le unità di montaggio

IVREASi sono svolti sabato 13, nella chiesa parrocchiale di Viverone, i funerali dell'ingegner Umberto Gribaudo, scomparso due giorni prima, all'età di 91 anni. Il suo cuore ha cessato di battere dopo lunga malattia, ma il suo ricordo continua a vivere nel cuore e nella memoria non solo dei suoi cari, ma anche di quanti lo hanno stimato e hanno apprezzato in lui una delle figure più insigni della storia olivettiana. «È stato -racconta Franco Restivo che fu suo assistente in un progetto di controllo delle produzioni estere e, successivamente, ne assunse l'incarico- un capo storico di tutte le produzioni della Olivetti, nominato da Ottorino Beltrami nel 1972. Era il classico ingegnere di produzione piemontese, dotato di straordinario senso etico, che lavorava dalle 6.30 del mattino alle 21 ed era amato dai suoi collaboratori per umanità e competenza». «Gribaudo - continua - fu il gestore e il promotore di un cambiamento epocale del modo di produzione dalle catene di montaggio, quello tradizionale, alle isole di montaggio, quello che salvò la Olivetti nel periodo in cui i giapponesi ne insidiavano la produzione meccanica e le impedì di fallire come la Olympic». Le Umi (unità di montaggio integrato) ovvero le isole di montaggio, sistema di organizzazione del lavoro con il quale un gruppo di lavoratori esegue il montaggio di un prodotto fino alla sua configurazione finale, fu, infatti, la soluzione agli inconvenienti della catena di montaggio, in quanto consentì di migliorare il livello qualitativo dei prodotti in risposta alle esigenze del mercato. «Quale responsabile del centro di ricerche sociologiche e organizzative -ricorda il sociologo Federico Butera - avevo avuto l'incarico di studiare queste nuove forme di produzione e stilai un rapporto in merito. Gribaudo, direttore della produzione, sostenne lo sviluppo di questo metodo che provvide a diffondere a tutti i prodotti sia degli stabilimenti del Canavese sia di quelli esteri. Oltre alla sua competenza tecnica, aveva un'ottima capacità di negoziazione e di ascolto e una leadership così efficace che cui riuscì pian piano a convincere tutti quelli che erano contrari, una parte del sindacato, una parte dei suoi dirigenti e tecnici, nonché gli azionisti. Col sindacato raggiunse un accordo fondamentale per cui a tutti gli operai venne riconosciuta la qualifica superiore, ottenuta grazie all'attivazione di un programma di formazione che ne coinvolse migliaia, oltre a centinaia di capi intermedi». È continuata anche oltre agli anni in Olivetti l'amicizia che legava Gribaudo all'ingegner Sandro Sartor: «Avevamo entrambi acquistato casa in Sardegna, nello stesso comprensorio, e ci è capitato spesso di ritrovarci in vacanza. Umberto era un uomo dalla grande comunicativa che lo faceva apprezzare da tutti quelli che lavoravano con lui, dotato di un irresistibile approccio goliardico alla vita e alle persone». --Franco Farnè