Samone e Chiaverano lavorano a centro estivo fino a settembre
samoneA un vero centro estivo con target 3-14 anni, dalle sette mezza del mattino alle 17, da giugno a settembre, i Comuni di Samone e Chiaverano ci stanno pensando già da quindici giorni. Nel senso che hanno dato incarico alla cooperativa sociale Agape di Burolo, con loro convenzionata, di buttare giù un progetto che pianifichi attività possibili e personale necessario in considerazione della gran mole di operazioni anti Covid tra triage, sanificazione in tempo reale di giochi, attrezzature e spazi, preparazione delle location per il giorno dopo. E costi. Il tasto dolente è proprio questo. La cooperativa a sua volta si è mossa distribuendo questionari agli utenti di uno e dell'altro Comune per farsi un'idea delle esigenze delle famiglie. Il Comune di Samone, dal canto suo, ha infine già raccolto il numero degli interessati (tra i soli residenti). Che sono risultati venti. Un numero buono per riuscire a organizzare il servizio negli spazi di sempre, quindi l'area scuole e il pluriuso. «Adesso aspettiamo il progetto di Agape per capire se ce la faremo - ha spiegato il sindaco Lorenzo Poletto -. Ci piacerebbe partire come sempre appena dopo la chiusura della scuola e andare avanti fino a settembre, ma se per gli spazi pare che non ci siano problemi, è la questione dei costi a darci dei pensieri. Nel senso che il servizio costerà sicuramente di più: lo abbiamo detto alle famiglie, noi siamo disponibili a metterci una parte della quota per aiutarle. Però bisogna capire quanto costerà in più». Rispetto all'anno scorso, quando il centro estivo di Samone faceva un'ottantina di iscritti anche non residenti, quest'anno dunque si guarda a una platea necessariamente ristretta (i soli residenti), con l'obiettivo di tornare a proporre il centro estivo riuscendo nel contempo a garantire un distanziamento di 4 metri a ogni bambino. Anche a Chiaverano il Comune attende che Agape elabori la parte economica. «Tutto dipende da quello», ripete Maurizio Fiorenti, il sindaco.Da Burolo, al momento, «stiamo aspettando i preventivi a partire da quello dell'assicurazione - interviene la responsabile della cooperativa sociale Roberta Sorrentino -, sarebbe quindi azzardato adesso buttare lì delle cifre, però è chiaro fin d'ora che tutto quello che comporta l'applicazione delle linee guida porterà a un aumento non indifferente. Pensiamo solo alla sicurezza dei lavoratori, i dispositivi per la sicurezza, il personale extra per la pulizia dei bagni a ogni utilizzo, il triage». Prima del Covid valeva il rapporto un educatore ogni 12 utenti. Ora è uno a cinque. «Occorre poi vedere cosa succederà a livello nazionale - sottolinea ancora Sorrentino -. Adesso si sa poco, c'è molta confusione. Il decreto atteso per il 15 giugno pare preveda fondi per il servizio. Staremo a vedere». --