Una mano bionica dopo il grave infortunio «Ho provato una sensazione incredibile»
Rita Cola / IVREAUna mano bionica, costruita su misura per lui, capace di rispondere agli impulsi cerebrali attraverso un elettrodo alimentato a batterie e che può essere impostata in dodici modi diversi, per poter affinare il movimento. Lui è Marco Bucci, 33 anni, nato e cresciuto a Ivrea e ora abitante a Piverone, vittima tre anni fa di un infortunio che gli aveva amputato la mano destra. La sua è una storia straordinaria di riscatto, forza, determinazione e grande crescita personale. MANO ROBOTAd applicare la protesi, l'Officina ortopedica Maria Adelaide di Torino, una delle poche realtà italiane per l'applicazione degli arti bionici. Quella costruita per Marco Bucci è una protesi parziale multiarticolata di ultima generazione, si chiama I-digits. È in fibra di carbonio e titanio, pesa meno di un chilogrammo. La presa si adatta alla forma dell'oggetto e un dispositivo di stretta automatica impedisce agli oggetti di cadere e può utilizzare schermi touch con l'indice della protesi. «Le quattro dita multi articolate sono controllate da uno stimolo mioelettrico attraverso il muscolo ipotenare (per semplificare, una parte del vecchio mignolo, ndr) che i chirurghi del Maria Vittoria sono riusciti a salvare», spiega Roberto Ariagno dell'Officina Ortopedica. «Non so davvero descrivere l'emozione che ho provato quando ho indossato e provato questa protesi - dice Marco Bucci -. È stata una sensazione incredibile». In questo periodo, Bucci sta seguendo un percorso riabilitativo alla Fondazione Don Gnocchi di Torino, specializzata per le persone che utilizzano protesi di alta tecnologia. «Devo fare ancora molta pratica per utilizzare al meglio questo arto bionico - osserva -. Ma l'emozione di poter di nuovo vedere e usare entrambe le mani è incredibile». L'incontro di Marco Bucci con l'Officina ortopedica Maria Adelaide risale allo scorso anno. A inviare Bucci all'Officina sono i chirurghi dell'ospedale Maria Vittoria di Torino, dove il giovane è stato in cura. TRE ANNI DIFFICILIL'infortunio dove Marco Bucci ha perso la mano destra risale al 2017. Di professione macellaio, già con diversi anni di esperienza nonostante la giovane età, accade tutto in pochi istanti. Stava tritando la carne quando la sua mano destra è finita nel tritacarne. La macchina si spegne immediatamente, ma il danno è fatto. I soccorsi sono stati immediati. Marco Bucci viene portato subito al pronto soccorso dell'ospedale di Ivrea e, di lì, inviato all'ospedale Maria Vittoria di Torino. Un intervento chirurgico durato oltre quattro ore consente di rivascolarizzare solo il pollice della mano destra. In sala operatoria, le dottoresse Claudia Cerato e Alessandra Clemente dell'équipe di chirurgia plastica, chirurgia della mano e microchirurgia guidata dal dottor Giorgio Merlino. Dopo una settimana di ricovero, il rientro a casa, la riabilitazione e le visite all'ambulatorio dell'ospedale. In questa tipologia di traumi, dove la gravità del danno non permette di ricostruire una pinza a tre dita per svolgere le attività quotidiane, i chirurghi hanno discusso con Marco Bucci le varie possibilità ricostruttive o di protesi. Marco Bucci ha scelto la protesi. L'Inail ne ha sostenuto il costo, per un totale di circa 40mila euro. --