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IvreaMeno spese militaria favore della sanitàCarissimo direttore,è da un po', ma soprattutto da quando nelle pagine centrali pubblicate le notizie sulla pandemia, riprese da altri giornali, che pensavo di scrivervi per sottolineare alcuni aspetti legati alla sanità pubblica e ai fondi a questa destinati.In questi giorni, i media dell'informazione ci hanno detto che l'Italia parteciperà con 140 milioni di euro all'alleanza internazionale contro il Coronavirus "per sviluppare, produrre e distribuire cure e vaccini contro il virus". Certamente è una decisione che fa onore all'Italia, soprattutto in questo periodo di crisi e qualcuno potrebbe anche pensare che quella cifra poteva essere impiegata in altro modo, per risolvere, almeno in parte, certe nostre carenze.Spesso si sente dire che certe scelte in Italia non si possono fare perché non ci sono soldi e bisogna accontentarsi. Sarà proprio così o i soldi ci sono e vengono usati in un altro modo? I 140 milioni di euro di cui sopra, ad esempio, corrispondono a quanto spende l'Italia in due giorni, ripeto, due giorni, per sostenere la Nato. Provate a fare 70 milioni per 365 e troverete la spesa annua. L'attuale presidente Usa ha chiesto poco tempo fa all'Italia di aumentare il suo contributo e di portarlo a 100 milioni al giorno. L'Italia ha detto di no a tale cifra ma, per non fare brutta figura pare abbia deciso di dare, in più, un contributo annuo di 1,5 miliardi di euro.Tutto questo per che cosa? Ricordiamo che in Italia ci sono già delle basi militati statunitensi e che in due aeroporti (Ghedi e Aviano) sono presenti delle testate atomiche (da 50 a 70 circa, non si sa con precisione) che, essendo oramai un po' vecchiotte, quanto prima verranno sostituite con testate non solo più moderne ma più "intelligenti" (e non si sa ancora se quelle vecchie verranno ritirate o resteranno da ornamento ai due aeroporti). Ora occorrerebbe riflettere sul perché di queste spese, di queste basi e di queste bombe. Dire che la Russia è un nemico sempre pronto ad attaccare gli Usa (e quindi, come prima mossa, le basi statunitensi più vicine, quindi le nostre) potrebbe sembrare una giusta ipotesi e potrebbe essere vera la necessità di premunirsi per tempo, ma se ci pensiamo bene questa tesi fa un po' ridere, vista la situazione in cui si trova la Russia oggi. E quale presidente, russo e di altra nazione, si prenderebbe la responsabilità di attaccare per primo e di avviare una guerra atomica che potrebbe distruggere buona parte dell'umanità?Piuttosto pensiamo al giro di miliardi che c'è nel settore militare, nella produzione e vendita di armi, giro che porta soldi a chi è già ricco e lo sarà sempre più a scapito di quei paesi poveri che diventeranno sempre più poveri perché le guerre non nascono a caso ma si fanno sorgere in questi paesi e non in quelli ricchi. E le guerre sappiamo bene sono la causa principale delle migrazioni di massa. E guarda caso sono proprio quelli che guadagnano miliardi con la produzione e il commercio delle armi a sostenere economicamente le campagne elettorali di certi candidati alla presidenza.Per concludere credo allora che oggi, dopo la batosta che stiamo vivendo, dovremmo riflettere su queste spese dei nostri governi e come cittadini chiedere a viva voce e con forza di ridurre le spese militari e potenziare altri settori, soprattutto il sanitario perché tra cambiamenti climatici, virus, migrazioni e altre piacevolezze credo che la nostra salute sarà sempre più in pericolo. Grazie per l'attenzione e buon lavoro.Gustavo GnaviPunto Pace Pax Christi - IvreaRueglioGrazie a chi ha soccorso mio maritoGentile Direttore,sono la moglie del pensionato di Rueglio che giorni fa è rimasto vittima di un brutto incidente in un bosco poco fuori dal paese. Una pianta gli è infatti finita addosso, imprigionandolo sotto il peso del tronco. Se mio marito è ancora vivo lo deve alla prontezza e alla generosità con la quale una famiglia che abita vicino al luogo dell'incidente è intervenuta, richiamata dalle sue disperate invocazioni di aiuto, liberandolo con l'impiego di un trattore da quell'albero che lo stava schiacciando. Oltre a queste persone desidero ringraziare il servizio di elisoccorso e di ambulanza del 118 e i Vigili del fuoco, solerti nell'intervenire. Voglio inoltre rimarcare la premurosa e costante attenzione con la quale il personale medico e paramedico del reparto dell'ospedale di Ivrea dov'è degente mio marito, sta seguendo il suo stato di salute dandomene, poi, ogni giorno notizia. Ed anche a costoro, esprimo la mia profonda gratitudine.Grazie per l'ospitalità.Diva Scala Coa ChivassoLe onlus devono tutelare i loro volontariEgregio Direttore,vedere alla Tv le suore missionarie che nei paesi africani cantano le preghiere, e nei conventi, aiutano le persone in difficoltà, diventa difficile capire la presenza di tante organizzazioni umanitarie, con persone che, in modo volontario, vanno in certi paesi africani dove sono presenti gruppi violenti che con i soldi dei volontari sequestrati e dei riscatti comprano le armi per colpire coloro che cercano di mantenere la legalità. Se poi certi volontari si convertono a una religione islamica assai crudele, spetta agli Stati democratici (Italia compresa) prendere le distanze da queste organizzazioni umanitarie che non sono in grado di tutelare i loro volontari. Volontari che possono anche aver cambiato religione, e che non vanno trattati come "eroi" nei paesi da cui provengono.Marino BertolinoAostaScuola, sindacatisul piede di guerraLe organizzazioni sindacali della scuola esprimono stupore e rammarico per l'atteggiamento assunto dall'assessora regionale all'Istruzione, Chantal Certan, la quale evidentemente preferisce gli annunci a mezzo stampa al confronto con i rappresentanti delle docenti e dei docenti che, da oltre due mesi, consentono lo svolgimento della didattica a distanza, creando dal nulla un nuovo modo di fare scuola.Il comunicato stampa, che riferisce dei contenuti del gruppo di lavoro convocato dall'assessore, è stato diffuso alla vigilia di una riunione nella quale i sindacati intendevano presentare le osservazioni e le proposte. In tal modo, si sarebbe potuto aprire un confronto, in analogia a quello che il Ministro Azzolina sta conducendo con le segreterie nazionali dei sindacati, al fine di stilare un protocollo condiviso che consenta la riapertura in sicurezza delle scuole a partire dal prossimo mese di settembre.Le oganizzazioni sindacali della scuola della Valle d'Aosta sono costrette a ricordare all'asssessore Certan che:1)La modalità della didattica a distanza è resa obbligatoria da un provvedimento di portata nazionale. 2)In questo momento è in atto un confronto a livello nazionale sul protocollo di sicurezza cui ogni scuola dovrà adeguarsi. Appare quindi prematuro ipotizzare soluzioni che potrebbero rivelarsi difformi rispetto a quanto sarà deciso dal Ministero. 3) La responsabilità di riaprire in sicurezza non può essere delegata ai dirigenti scolastici, per legge responsabili civilmente e penalmente della sicurezza all'interno degli edifici scolastici. 4)L'emergenza Covid non ha comportato la sospensione dei diritti del Consiglio Scolastico Regionale e delle libertà sindacali. In ragione di quanto esposto, le OO.SS. della scuola, fortemente preoccupate per la sicurezza che deve essere garantita in primo luogo a bambini e ragazzi e alle loro famiglie, proclamano lo stato di agitazione e invitano l'assessore a recedere da qualsiasi ipotesi di ripresa della didattica in presenza prima del prossimo mese di settembre, in mancanza della predisposizione di tutte le norme per la sicurezza; a ripristinare le relazioni sindacali sulle materie previste dal contratto, senza fughe in avanti e nel rispetto delle prerogative di tutte le parti trattanti. Provvedere agli atti di sua competenza, a partire dall'indizione e organizzazione dei prossimi concorsi a cattedra, già previsti a livello nazionale, e dalla definizione delle modalità di nomina dei supplenti per il prossimo anno scolastico.In mancanza di risposte adeguate, la scelta dell'indizione immediata dello sciopero.Claudio IdonePer Flc CGIL, Cisl scuola, Snals, Savt école