Terrin attende la riapertura «Penso a Olivetti, mi aiuta»
montalto doraLa pensione ad un passo, la crisi che morde forte, una famiglia dai sani valori e i nipoti, tra cui una promessa del nuoto azzurro, Stefano, da seguire come nonno e tifoso. Giancarlo Terrin, 71 primavere sulle spalle, titolare di un negozio di articoli per la pesca sportiva e il tempo libero conosciuto in tutto il Piemonte, ha vissuto la chiusura della sua attività causa Coronavirus come momento di profonda riflessione. «Dopo l'emergenza sanitaria ci sarà quella economica da affrontare che sarà altrettanto complicata, dura e dolorosa per tutti - sintetizza Terrin - ed io sono giovane nello spirito ma gli anni iniziano a pesare». Ha passato giorni bui. "Carlo" come tutti lo chiamano è vitale e non ama l'ozio. Ogni giorno è sceso in negozio. Lo ha messo e rimesso in ordine tra le migliaia e migliaia di articoli. È infatti uno dei pochi negozianti di pesca che riesce a tenere botta ai colossi delle vendite online quelle che riescono a praticare sconti inimmaginabili. Ed una mattina è caduto da una scala mentre ridipingeva una parete. Un brutto colpo alla schiena che ha richiesto anche una tac. Qualche pensiero di passare la mano lo ha avuto anche perché il suo settore è stato tra i più colpiti dal lockdown. «Poi ho pensato agli amici che vengono da me da Piemonte. Valle d'Aosta e Liguria e quanto è affascinante parlare con loro che sono una seconda famiglia. Mi sono detto che di crisi ne ho superate parecchie: da quelle economiche a quelle sociali e non ultima quella con internet, un drago che divora e toglie ossigeno ai negozianti. Ho pensato ad un grande uomo e all'azienda per la quale ho lavorato in gioventù: Olivetti. E mi sono detto: Adriano cosa avrebbe fatto? Semplice: non avrebbe mollato». --M.G.