Tutti fornai fai da te, farina introvabile

Simona Bombonato / ivrea«Non si è mai comprata la farina in bancali, adesso succede», dice Massimo Galvan, responsabile del Conad di corso Vercelli, a Ivrea, dove è appena stata scaricata una fornitura di 200 chili che durerà sì e no due giorni. Mentre al Molino Enrici di Azeglio «siamo presi d'assalto da clienti privati per il formato da un chilo» e alla Sam Molino di Montalto ora si riforniscono alcuni supermercati del Canavese che hanno terminato le scorte, «cosa che non ci era mai successa, avendo un altro tipo di clientela all'ingrosso, più sulla ristorazione e il turismo della Valle d'Aosta che invece sono al palo». Si parla semplicemente di farina. Dal piccolo venditore al dettaglio al supermercato di grosse dimensioni, partendo dai produttori che macinano il grano e confezionano nei vari formati, è la farina uno dei prodotti più richiesti in Canavese. Vola come mai la domanda delle famiglie, anche a Ivrea e circondario, il che spiega gli scaffali spesso vuoti nei negozi e i ritardi negli approvvigionamenti. Che però, non sono spiegati dagli addetti ai lavori come la conseguenza di una scarsità di prodotto. Il grano stoccato l'anno scorso viene macinato a ciclo continuo, in attesa del raccolto di giugno. Per fortuna ce n'è. Difficile è piuttosto il reperimento dei sacchetti da un chilo, il packaging da retail utile a soddisfare la domanda dei consumatori diretti, e quindi la fornitura di prodotto va in tilt proprio in questo passaggio, dove avviene il confezionamento su tagli piccoli. Tutto ciò non stupisce se si considera l'anomala impennata sul mercato in tempo di Covid, con una domanda che in Canavese i mugnai calcolano dieci volte tanto rispetto al normale. Tutti a casa a impastare, insomma. La reclusione forzata di questi ultimi due mesi fa sì che il tempo libero lo si impegni anche così. Tra pane e pizze da mettere in forno e torte da sperimentare per rendere più dolci giorni che di lieto hanno ben poco. Il boom delle vendite di farina fa il paio con la richiesta di lievito, altro prodotto che non si trova facilmente. A Montalto la Sam Molino della famiglia Valente macina grano italiano e francese per rivenderlo in cisterne ai mulini che impacchettano in sacchetti da un chilo. «Noi vendiamo all'ingrosso in questo senso - spiegano - e lavoriamo con la ristorazione, i bar, il turismo della Valle d'Aosta, che è totalmente a zero in questo momento. Diciamo che la domanda delle famiglie ha smosso e di parecchio la richiesta dei mulini e dei supermercati, con una forte richieste di farine per panificazione e pizza». Il Molino Enrici di Azeglio, altra realtà storica gestita a livello familiare da oltre un secolo, vede prevalere sulle forniture all'ingrosso da 25 chili, i piccoli tagli da consumo domestico. Enrici ha attivo un piccolo punto vendita dove chi è del paese va, diversamente gestisce gli ordini telefonicamente. Altra realtà storica che misura la febbre da pane fatto in casa il Molino Peila di Valperga: linee telefoniche roventi per richieste da esaudire con consegne a domicilio di farine tra le più ricercate, incluse le senza glutine (Peila è stato inserito nell'elenco dei Maestri del gusto di Torino e provincia, come in fatto di farine e non solo l'azienda agricola Cascinassa di Pavone), e una pagina Facebook accattivante dove si propongono ricette e si invitano i panettieri fai da te a postare le foto delle loro creazioni. Un tipo di marketing che funziona tantissimo, quello dei social, anche per i produttori di farina di alta gamma, dove magari il chilo di farina costa qualcosa in più ma deriva da grani antichi, integrali, nelle sue declinazioni per pane e pizza, dolci, polenta, farro. È questo il caso dell'azienda agricola Cascina Bonasera, punto vendita in corso Garibaldi a Ivrea, sede operativa con mulino a Cascinette. «Facciamo tutto noi, dal campo al sacchetto - spiegano - e secondo le pratiche del biologico. Ci rendiamo conto che da noi i costi possono essere un po' più alti. In ogni caso lavoriamo sopra la media, la richiesta di farina è cresciuta». --