Lotta alla cimice, parte la fase due con la vespa samurai

BOLLENGO Si apre un nuovo fronte di ricerca, in natura, per la lotta alla cimice asiatica, che lo scorso anno ha causato un milione di euro di danni anche agli imprenditori agricoli canavesani. Mentre il parassita comincia a risvegliarsi dal letargo invernale, e già si vede nei campi e nei giardini, i ricercatori lo combatteranno con la trissolcus japonis meglio conosciuta come vespa samurai, un insetto autoctono e antagonista che era sparito, in grado di attaccarne le uova. Bollengo è il primo Comune a mettersi a disposizione per far decollare la ricerca. Serve infatti la collaborazione dei cittadini, invitati a raccogliere quantità elevate di cimici asiatiche, cercando nei luoghi dove passano l'inverno (mansarde, sottotetti, tapparelle, cassonetti e vari ripostigli) una volta raccolte almeno una cinquantina di esemplari, si deve inviare la comunicazione all'indirizzo mail cimice asiatica.disafa@unito.it (telefono 0116708535). I ricercatori del Dipartimento di scienze, agrarie, forestali ed alimentari dell'Università di Torino, prenderanno contatti per organizzare un sopralluogo. Per riprodurre la vespa samurai in laboratorio servono infatti molte uova della cimice asiatica, per cui è indispensabile avere a disposizione migliaia dii adulti, maschi e femmine, da tenere in allevamento per la produzione delle uova. «In questo modo i cittadini - osserva il sindaco Luigi Ricca - oltre a sbarazzarsi degli insetti contribuiranno al progetto di lotta biologica integrata, finalizzato a ridurre la presenza della cimice». La cimice marmorata asiatica (da non confondere con la cimice verde) arriva dalla Cina e sembra proprio aver trovato in Canavese un habitat ideale: due volte l'anno depone le uova (300-400 alla volta) negli alberi da frutto e le sue punture rovinano i frutti rendendoli inutilizzabili e compromettendo seriamente parte del raccolto. A combatterla sarà così la vespa samurai, un insetto antagonista delle dimensioni di poco più di un millimetro. La scoperta arriva dall'osservatorio torinese, istituito ad hoc, che insieme al Dipartimento di scienze agrarie, forestali e alimentari dell'Università di Torino, lavora sulle metodologie di lotta alla cimice asiatica. Per i primi risultati concreti ci vuole del tempo, ma la ricerca è a buon punto con l'avvio della sperimentazione. «La Conferenza Stato Regioni - informa Fabrizio Galliati, presidente torinese di Coldiretti - ha approvato due decreti governativi sull'impiego della vespa samurai e sugli indennizzi agli agricoltori una volta pubblicata la delimitazione e la dichiarazione di stato di calamità nazionale. Le misure hanno avuto il via libera anche dalla Commissione europea. Il decreto consentirà alle Regioni di attivare la procedura per riprodurre e immettere nei campi la vespa samurai, antagonista naturale della cimice asiatica». E c'è un'altra buona notizia: la Commissione europea il primo aprile ha accolto i due decreti del Ministero dell'ambiente e delle politiche agricole condivisi dalla Conferenza Stato-Regioni. Gli interventi previsti sono destinati al Piemonte e ad altre cinque Regioni, la cui produzione ortofrutticola nel 2019 è stata colpita dalla cimice asiatica. --