I negozi di vicinato in azione «Non dimenticatevi di noi»
Mauro Giubellini / cuorgnÈ«Ricordatevi di noi. Anche dopo l'emergenza». Questo è l'appello sottocritto sui social dai titolari di centinaia di piccole attività commerciali sparse in Canavese, soprattutto in quei paesi lontani dalla grande distribuzione. Negozi di generi alimentari, panetterie, macellerie, mini market ma anche edicole e ferramenta. Anticipando addirittura i grandi centri commerciali e sin dai primi giorni di emergenza, con conseguenti restrizioni della libertà di spostamento, hanno iniziato a portare la spesa a domicilio.«Rispetto a giganti come Bennet, Carrefour, Auchan abbiamo usato un mezzo di comunicazione più diretto e di facile uso rispetto ad internet, il telefono - dicono all'unisono - Uno strumento amato dagli anziani, spesso spaventati da siti, link e carrelli virtuali. Da noi basta comporre il numero del negozio e in pochi minuti nella busta della spesa finiscono, per esempio, due biove (forma di pane casereccio), un chilo di mele e due chili di arance da spremuta, una confezione di farina ma anche prodotti per la casa e l'igiene personale. Tutti consegnati a casa dei nostri clienti, vecchi e nuovi, in giornata».Si sono aperti scenari diversi, per tutti. «Da un lato la paura del crollo degli incassi - sintetizza Alessio Toffi, titolare di una storica macelleria in piazza Pinelli a Cuorgnè - Si temeva che per fare "la spesa grossa" i clienti fossero costretti ad abbandonarci acquistando tutto nei supermercati. Invece la tendenza si è invertita e noi, ora molti ordini li soddisfiamo portando la spesa a domicilio. Spesso piccoli acquisti fatti da anziani. ma non solo». Così si va dai due etti di cotto e una coscia di pollo portati alla pensionata che vive barricata in casa a due chili di bistecche, salamelle e braciole per la grigliata di Pasqua di una famiglia di cinque persone. Tutto freschissimo e a domicilio. La rivincita dei piccoli. --