«Stava bene, poi la febbre alta e mio papà è volato via»
Claudio Cuccurullo / ivrea«Stava bene, aveva i suoi acciacchi, come un uomo di 85 anni, prendeva la pillola per la pressione, ma non aveva problemi particolari. Poi tutto è precipitato». Deborah Sanzo, 50 anni, parla così di suo padre, Marcello, primo morto di Coronavirus tra i residenti a Ivrea. È morto mercoledì pomeriggio, dopo qualche giorno di degenza all'ospedale cittadino: «Mio padre era la roccia della nostra famiglia», dice con voce commossa la figlia. Marcello Sanzo era stato giornalista. Aveva iniziato in Sicilia, dove era nato, al giornale l'Ora di Palermo. Era molto bravo ed era stato assunto alla Stampa. Aveva lavorato nella redazione di Novara, viveva ad Ivrea con il primo figlio, Domenico, 58 anni. Tre anni fa aveva perso l'amata moglie Leda, con la quale si era trasferito dalla Sicilia 43 anni fa a Novara. Lei era un'insegnante di Lettere. Una famiglia felice, molto unita, dove c'è anche una terza figlia, Desiree (54 anni), anche lei sposata. «Mia madre è mancata tre anni fa, il 21 marzo - ricorda la figlia Deborah - loro erano una coppia bellissima. Erano cugini primi ed avevano avuto una dispensa per potersi sposare. I miei hanno seguito mio fratello e si sono trasferiti a Ivrea 17 anni fa». Il figlio ha infatti aperto una oreficeria/gioielleria, non distante dall'ospedale. La famiglia ha continuato a restare in stretto contatto. La figlia Deborah, che ha regalato al papà una splendida nipotina, Mia, che non ha ancora tre anni, racconta gli ultimi giorni: «Ci siamo visti tutti insieme a casa nostra, a Granozzo con Monticello, in provincia di Novara, domenica 23 febbraio. Stava bene, era felice. Abbiamo festeggiato il compleanno di mia sorella. D'altronde ci vedevamo spesso, di domenica si riuniva la nostra famiglia». È stato l'ultimo momento felice. Due giorni dopo ha incominciato a stare male: «Tra martedì notte e mercoledì ha avuto la febbre alta - spiega la figlia - I medici l'hanno scambiata per la influenza gastrointestinale. Mio padre aveva la febbre fino a 39 gradi e mezzo. È andato avanti per una settimana. Nella notte tra il 7 e l'8 marzo mio fratello ha chiamato un'ambulanza ed è stato portato in ospedale». Sanzo ha lottato contro il Coronavirus, ma la situazione è peggiorata e non c'è stato nulla da fare. È morto mercoledì pomeriggio all'ospedale di Ivrea, senza che i figli abbiano più potuto vederlo in vita. Oggi la salma sarà portata nel novarese, nel cimitero dove riposa già sua moglie: «Così torneranno insieme», dice la figlia, che ha scritto un pensiero che sarà impresso sulla lapide: "Amor c'ha nullo amato amar perdona", un verso tratto dalla Divina commedia di Dante, proprio a sottolineare lo strettissimo legame che univa il padre e la madre. Una piccola consolazione in un momento di grande dolore. --