Con Neri ritorna la destra che fu
Andrea Scutellàivrea. Il vero mantra è quello del ritorno. «Marco Neri torna a casa, a Ivrea torna la destra». Lo dicono in coro tutti i livelli di Fratelli d'Italia: il segretario provinciale Fabrizio Bertot, il consigliere regionale Maurizio Marrone, la deputata Augusta Montaruli.Tutti presenti alla conferenza stampa indetta dall'ex capogruppo della Lega in consiglio comunale - che, a proposito, ha partecipato anche alla riunione di lunedì 2 marzo tra i portavoce -, a testimoniare la volontà investire politicamente su Ivrea. E tra i convenuti c'è anche chi si stringe l'avambraccio, con il famoso saluto delle milizie romane che fu tanto in voga fra coloro che nelle sezioni dell'Msi si chiamavano ancora camerati. Partito di cui Fratelli d'Italia, dopo la transizione di An nel Pdl, si propone di continuare la storia. Quella di una «destra che non è fazione, ma nazione», sottolinea Montaruli. E in quella storia ci entra diritto anche Gianfranco Lodesani, il consigliere comunale che sostituirà la neo assessora Costanza Casali tra i banchi di Palazzo civico. Presente alla conferenza, con un passato in An, non manca di sottolineare la sua vicinanza a quel mondo. Entrerà con le insegne della lista "Cambianmo insieme" del sindaco Stefano Sertoli, che dopo le defezioni di Maria Piras e Costanza Casali conta un solo consigliere superstite: Tony Cuomo. Difficile, però, che pensare che le mantenga a lungo. In conferenza, infatti, rivela di essersi iscritto alla Lega dopo le elezioni. Ma non nasconde la sua simpatia per il gruppo misto di Piras e Neri. Piras, a sua volta, tiene a non farsi fotografare insieme ai vertici di Fratelli d'Italia. Ma preferisce una foto più sorridente e discreta con il solo Neri. Roba da far girare la testa. Per quanto riguarda i fatti che lo hanno portato all'abbandono nel ruolo della Lega, l'ex capogruppo risponde sinceramente. «Ci sono state alcune incomprensioni con i dirigenti locali - spiega -. Nella Lega poi è difficile avere un contatto con i livelli superiori, mi riferisco in particolar modo alla Regione, dove avevamo contatti con il solo Andrea Cane». E sui dirigenti locali poi precisa: «Sì, mi riferivo al segretario Balzola». Neri ripercorre tutta la consiliatura, ricordando in particolare la sua opposizione alla variazione di Bilancio del 30 luglio 2019 che conteneva l'assunzione del capogabinetto Renato Lavarini. E spiega: «Io ritenevo che qualcuna delle mie colleghe consigliere potesse avere le sue competenze». Si riferisce, in particolare, a Piras e Casali, con cui rivendica di aver compiuto un percorso comune, che ha portato anche alla creazione del gruppo misto. E a domanda precisa risponde: «Ma sì, possiamo dire che Casali è una nostra assessora, del gruppo misto, perché con lei abbiamo condiviso tante battaglie». Neri conferma che ci fu anche l'offerta a Piras della presidenza del Consorzio Inrete fatta, a suo dire, «soltanto per dividerci». E spiega che alla guida di Guelpa avrebbe preferito l'avvocato Marco Dotta rispetto a Roberto Battegazzorre. E, infine, ce n'è anche per l'ex vicesindaca Ballurio, cacciata via dal primo cittadino Sertoli: «Dalle persone più esperte ci sia aspetta un valore aggiunto e lei non l'ha dato». --