Telecamere e multe per chi sporca e inquina il canale De Brissac
CALUSO. Telecamere di videosorveglianza anche in alcuni punti di scorrimento del canale De Brissac, soprattutto dove erano stati recuperati i vecchi lavatoi: in via San Calocero, in via Cesare Battisti, e via Marconi a Caluso ed in via San Michele nella frazione Arè. Le chiede alla sindaca Mariuccia Cena il presidente del consorzio del canale di Caluso, Lodovico Actis Perinetto, all'indomani dell'iniziativa di pulizia nell' alveo in secca del canale, organizzata dall'associazione culturale La Fionda, con la collaborazione del circolo di Legambiente del Basso Canavese Pasquale Cavaliere e del Consorzio, uniti dal comune obiettivo di mantenere pulito e di valorizzare il tratto calusiese del rio di derivazione dal torrente Orco, lungo 28 chilometri, costruito nel 1560 dal maresciallo di Francia Charles Cossè di Brissac, all'epoca governatore della provincia piemontese e signore di Caluso per garantire l'irrigazione dei campi dalla frazione Spineto di Castellamonte fino alla Mandria di Chivasso. «L'iniziativa dello scorso sabato 22 ha permesso di scoprire che l'abbandono di rifiuti di ogni genere avviene anche nel canale. E soprattutto -osserva Actis Perinetto - nel tratto che scorre nella frazione Arè. In una mattinata di lavoro una ventina di volontari hanno raccolto e poi conferito nel centro di raccolta in regione Nebriole circa 200 chilogrammi di immondizia tra piatti in ceramica e plastica e mille altre porcherie di ogni genere. Gli occhi elettronici sicuramente sarebbero un deterrente in considerazione delle sanzioni piuttosto elevate per l'abbandono di rifiuti. Ma abbiamo trovato cartacce, lattine e bottiglie di vetro anche nei lavatoi che costituiscono elementi di valorizzazione del paese».All'iniziativa di pulizia seguiranno passeggiate lungo il corso del canale ed un convengo organizzato dal Consorzio per fare il punto della situazione anche in chiave di sicurezza e di sensibilizzazione ambientale. «Il canale deve diventare uno degli elementi di attrazione di Caluso - aggiunge il presidente del Consorzio - insieme ad altre bellezze architettoniche e paesaggistiche. Ma servono finanziamenti. E per fare questo occorre fare rete con gli altri Comuni per una progettazione sinergica. Numerose amministrazioni stanno lavorando in quest'ottica, tranne quella di Caluso». --L.M.