Gli Usa pronti al contagio: unica task force contro il virus
il RETROSCENADa una parte il presidente Trump invita il paese alla calma, nomina il suo vice Pence come "zar" per gestire l'epidemia di Coronavirus, accetta l'offerta del Congresso di stanziare 8,5 miliardi di dollari per affrontare l'emergenza, e prospetta altri provvedimenti restrittivi che potrebbero bloccare anche i voli in arrivo dell'Italia. Dall'altra gli scienziati dei Centers for Disease Control and Prevenetion annunciano il primo contagio in California di origine ignota, dando l'allarme sulla possibilità di una diffusione più ampia della malattia anche negli Stati Uniti. Sono le due facce della risposta americana alla crisi che ormai tocca tutti i continenti. La reazione degli Usa si è basata inizialmente su due punti: primo, stop immediato a tutti i voli in arrivo dalla Cina, e controlli soprattutto negli aeroporti o tra le persone che avevano viaggiato nei paesi più colpiti, per contenere il contagio; secondo rapida accelerazione della ricerca medica, per individuare una cura basata sui farmaci anti virali e un vaccino. Questo modello ha funzionato, perché i casi sono stati limitati a 60, nonostante restino dubbi sulla profondità dei controlli condotti, perché al momento sono stati fatti in tutto 445 test. Nei giorni scorsi, però, i medici dei CDC hanno avvertito che le iniziative prese sono servite a guadagnare tempo, ma la diffusione dell'epidemia è inevitabile e si tratta solo di una questione di tempo. Queste dichiarazioni, assieme alle preoccupazioni di aziende tipo Apple sugli effetti del virus nell'economia, hanno provocato forti ribassi a Wall Street, e Moody's ha previsto che le possibilità di una recessione globale sono salite al 40 per cento. Tutto ciò ha spinto Trump ad intervenire nella serata di mercoledì, per almeno due motivi: sul piano comunicativo, per smentire l'inevitabilità dell'epidemia e invitare l'America alla calma; su quello operativo, per rafforzare la task force e preparare altre iniziative. Il primo punto ha grande peso politico, perché una recessione metterebbe a rischio la rielezione del presidente a novembre. Commentatori conservatori come Rush Limbaugh hanno avanzato il sospetto che il "deep state" abbia infiltrato i CDC, e usi il coronavirus per danneggiare Trump, ad esempio perché la direttrice del National Center for Immunization and Respiratory Diseases, Nancy Messonnier, è la sorella di Rod Rosenstein, ex vice segretario alla Giustizia che aveva nominato Robert Mueller come procuratore del "Russiagate". Ora tutte le comunicazioni dovranno essere autorizzate dall'ufficio del vice presidente, come ha confermato il direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases Anthony Fauci. Sul piano operativo, Pence ha nominato la responsabile della lotta all'Aids, Deborah Birx, come coordinatrice della risposta al Coronavirus per la Casa Bianca. Così si è costituita una piramide dove al vertice c'è Pence, poi la Birx, e infine il segretario alla Sanità Azar. Il primo obiettivo è evitare che i medici diffondano il panico con le loro dichiarazioni. Nella pratica, il blocco dei voli si potrebbe estendere alla Corea del Sud, che si trova adesso allo stesso livello di allerta della Cina, e all'Italia, che sta al secondo gradino con l'Iran e il Giappone. I controlli negli aeroporti aumenteranno, ma anche nelle comunità, dopo il nuovo caso in California. Trump aveva chiesto al Congresso 2,5 miliardi per l'emergenza. I democratici, che lo accusano di mettere i suoi interessi politici davanti alla salute degli americani, hanno risposto che ne servono 8,5 e lui li ha accettati. Per le cure, Gilead ha iniziato i test del farmaco "remdesivir", e spera di avere risposte entro la fine di aprile. La statunitense Moderna Pharmaceuticals è pronta a provare il vaccino, ma per sapere se funziona ci vorrà circa un anno. --© RIPRODUZIONE RISERVATA