Mazzata su Pmi e piccolo commercio Bloccati trasferte e congressi, bar vuoti

Simona Bombonatoivrea. L'economia del Canavese è sotto pressione come mai in questi giorni di tempesta perfetta, quando alla botta data dalla sospensione dello Storico carnevale di Ivrea (tre milioni e 500mila euro il giro di affari dell'anno scorso) si somma un'emergenza sanitaria dalle proporzioni mondiali, di giorno in giorno più preoccupante. spostamenti ridotti Ivrea affronta queste ore surreali presentando fin d'ora bar e locali quasi vuoti, una stazione ferroviaria deserta (come ieri, attorno a mezzogiorno), un movicentro con Gtt che alle 11 staccava il secondo biglietto della giornata. Studenti a casa, certo, una città che in ogni caso riapre oggi, mercoledì, perché così aveva già deciso in previsione del Carnevale. Ma c'è di più. Da inizio settimana, chi può lavora da casa, chi non può usa l'auto e limita la permanenza in locali chiusi e affollati, e mangia in ufficio. «Per quanto mi riguarda ieri ho telelavorato - spiega un informatico di Ivrea per un'azienda con sedi a Torino e Milano -. Oggi mi sposto in macchina su Torino, niente treno, eviterei. Tutti saltati invece alcuni appuntamenti collettivi a Milano». tempi duri per le pmiL'istantanea del territorio la fornisce Cristina Ghiringhello, direttore di Confindustria Canavese, con un distinguo sostanziale tra grandi aziende e pmi: «Le grandi come telecomunicazioni ma non solo - dice Ghiringhello - hanno bloccato ogni trasferta, riunione, partecipazione a seminari e hanno incentivato lo smart working per le figure impiegatizie o comunque non legate alla produzione». Le pmi «hanno qualche difficoltà in più a organizzarsi in questo modo, anche loro però hanno bloccato quasi tutte le trasferte». Il punto è che «iniziano a esserci problemi legati alla mancata fornitura di materie prime o semi lavorati». Situazione molto difficile poi «per gli alberghi che hanno ricevuto una miriade di disdette sia per appuntamenti di lavoro sia per il Carnevale o lo svago in generale».«negozi, no panico»Il commercio torna a regime oggi, anche se bar e ristoranti, smaltita la delusione della sospensione del Carnevale, hanno temuto di essere soggetti alle restrizioni che di fatto colpiscono i loro colleghi lombardi. In questo senso Ascom ha attivato a Ivrea e Torino una task force per sciogliere dubbi, rispondere a domande e fare chiarezza direttamente agli operatori sulle misure disposte dall'ordinanza regionale valida fino a sabato 29 (telefono 0125.48455). Così la referente Monica Bergantin: «Non ci sono restrizioni sugli orari di apertura come in Lombardia - esordisce Bergantin -. Finché bar, locali e ristoranti non organizzano "l'evento" e si limitano all'attività di sempre, l'ordinanza non ne prevede. Tanti ristoranti ci hanno chiamato per questo». Ascom ha diffuso circolari in cui invita gli operatori a seguire le regole di igiene elencate dai protocolli diramati in questi giorni (superfici pulite, mani ben lavate), lasciando intendere che finché non viene prescritto da un'ordinanza, ammesso che avvenga, le mascherine è meglio evitarle. Sta di fatto che «il prossimo weekend sarà l'ultimo dei saldi, dopo di che partirà davvero la nuova stagione per il commercio: dal primo marzo vedremo come vanno le cose e potremo fare riflessioni e valutazioni». Salta invece lo Sbarazzo (l'esposizione degli stendini rientra nell'interpretazione dell'evento, quindi non è ammesso). «L'importante è che si riprenda la normale attività per non alimentare la psicosi». Per il momento però i cinema restano chiusi, come i musei, i teatri. In questo clima il deputato della Lega Alessandro Giglio Vigna ha presentato un'interrogazione parlamentare per «chiedere al Governo se non intenda intervenire al fine di predisporre una forma di aiuto e sostegno compensativo per le attività imprenditoriali della città di Ivrea e del territorio che con la sospensione del Carnevale storico di Ivrea hanno subito un danno economico rilevante». Un'altra interrogazione analoga è stata infine predisposta «per i danni derivati dall'interruzione del Carnevale di Chivasso». E ancora: «Pienamente d'accordo con lo stop del Carnevale, stabilito da Comune e Regione perché la salute dei cittadini viene prima di tutto; tuttavia - continua il deputato - la preoccupazione per il danno economico per esercizi ed imprese di Ivrea e Canavese è molta, sono tantissimi gli amministratori comunali e gli imprenditori che mi hanno contattato». --