Ordinanza antialcol, le critiche dei commercianti del centro

IVREA. Gli esercenti del centro non sono contro l'ordinanza antialcol emessa dal sindaco Stefano Sertoli, che vieta la somministrazione di superalcolici in determinate fasce orarie, mentre ha lasciato molto più di qualche perplessità la forma con la quale è stata emessa. Il debutto dell'ordinanza antialcol è stato giovedì sera, il momento per eccellenza con più casi di abuso alcolico. In 30 sono stati soccorsi per abuso alcolico (45 nel 2019, 57 nel 2018). Cristina Vaira, 26 anni, del Caffè Cavour, spiega: «Quest'ordinanza così com'è stata fatta ha poco senso perché i ragazzi si portano da casa il superalcolico. Purtroppo, già a fine pomeriggio si sono visti i primi ubriachi. I più penalizzati, oltre ai ragazzi stessi che si rovinano una bella serata, siamo noi, perché abbiamo meno persone che vogliono venire ad Ivrea. I controlli, dal punto di vista del consumo di alcool, andrebbero rafforzati». Dario Colombo, 42 anni, del centralissimo Caffè Roma, racconta: «C'era grande festa, l'atmosfera era bella, purtroppo però, tra la calca non abbiamo visto chi ha spaccato a calci il vetro di una nostra porta. Abbiamo riparato il danno e sporto denuncia contro ignoti. Purtroppo - aggiunge - durante la serata ho subito anche una sanzione per aver somministrato superalcolici durante il divieto, vista la grande affluenza di persone, purtroppo è capitato. Molti ragazzi per farsi dare ciò che volevano, dicevano che in altri posti avevano bevuto superalcolici. L'ordinanza è giusta, ma perché limitarla solo ad alcune fasce orarie e solo ai superalcolici? Ho notato più controlli, anche se dal prossimo anno metterei due poliziotti in ogni bar così, chi vuole venire a devastare il locale, viene dissuaso». Tra i commercianti c'è però anche chi boccia in toto la festa del giovedì sera. Valter Vignocchi, 57 anni, Petit Bar di via Arduino: «Quest'ordinanza è riduttiva per il risultato: non dare superalcolici superiori ai ventun gradi è corretto, ma così facendo non si elimina il problema ubriachi, perché se i ragazzi prendono molti cocktail e birre e si devastano lo stesso, poi quello che succede, purtroppo, è noto a tutti. Questa festa sta degenerando ogni anno di più, andrebbe tolta, per il bene della città e del suo carnevale». Anche Massimiliano Rolfo, 44 anni, titolare del Caffè del teatro in via Palestro afferma: «Sono venuti molti ragazzi che ci hanno chiesto superalcolici, abbiamo spiegato loro l'ordinanza. All'inizio hanno capito, poi quando l'alcol ha avuto il sopravvento, è stato molto più difficile convincerli. Abbiamo chiamato due volte il 118 perché abbiamo notato ragazzi in evidente difficoltà». Eliana Casadei, 35 anni, Caffè Canavesano: «L'ordinanza è da rivedere anche perché molti giovani sono riusciti ad entrare dai varchi di via Palestro e via Arduino molto probabilmente già ubriachi, avendo già fatto il pieno prima di entrare nel vivo della festa». --Loris Ponsetto