Organico, 10mila tonnellate prodotte dai 57 Comuni Scs Barone è ormai un modello

ivrea. Diecimila tonnellate e mezzo. È il quantitativo di rifiuti organici prodotti, nel 2019, dai 57 Comuni che fanno parte della Società canavesana servizi. Si passa da Ivrea, che produce 2 milioni e 500 mila kg di scarti raccolti solo attraverso il sistema stradale, a un comune come quello di Barone che smaltisce tutti i suoi 64mila kg di rifiuti organici attraverso la compostazione domestica. «La raccolta dell'organico è molto importante per il territorio - spiega Andrea Grigolon, direttore di Scs - perché è un rifiuto molto pesante. La metodologia di conferimento, tuttavia, dipende molto dal territorio a cui ci riferiamo. Nei centri urbani è stata introdotta, dal 2004, l'internalizzazione della raccolta (anche detta "raccolta di prossimità", ndr), mentre nelle zone rurali spesso si ricorre al compostaggio, riconosciuto ufficialmente dalla regione Piemonte come tipologia di raccolta differenziata solo nel 2017». E questo riconoscimento ha avuto una ripercussione non da poco sulla percentuale di differenziata territoriale, portandola dal 63 al 68%, salto questo che ci ha permesso di superare il tetto del 65% previsto dal Testo unico sull'ambiente del 2006. La raccolta dell'organico era partita, timidamente, nel 2004, con le nostre prime 4 tonnellate conteggiate, di cui solo Ivrea ne produceva circa la metà. L'organico incideva per un terzo sul 20% di raccolta differenziata totale. Oggi le cifre sono raddoppiate da un lato e più che triplicate da un altro. «Il primo comune a fare scuola con il compostaggio - continua Grigolon - è stato Barone, da cui viene la denominazione "sistema Isobarone" , che identifica i centri abitati che si sono dotati di compostiere. Barone è un esempio di comune virtuoso, in questo senso, premiato anche da Legambiente. Non conferisce nulla attraverso il porta a porta e ha introdotto una compostiera collettiva a cui gli abitanti conferiscono tutto il proprio organico. Negli altri comuni vengono invece distribuite delle compostiere per ogni unità abitativa che ne fa richiesta. Chiaramente, il compostaggio porta a un abbattimento dei costi pro capite destinati alla raccolta: si passa da 102 euro per abitante a 62». Ma la gestione del compostabile domestico, oltre alle agevolazioni economiche, richiede controlli. In primis la registrazione delle compostiere in un apposito albo che permetta di temere il conto della quantità di compost prodotto, considerando che ogni elemento contiene fino a 200 litri e che viene svuotato due volte l'anno. Bisognerà poi vigilare che non vengano usate in modo scorretto. «Questo ultimo aspetto è il più complesso - continua Grigolon - e non è detto che i controlli siano così accurati. Ma d'altronde, anche nei contenitori dell'organico che ritiriamo troviamo molte impurità». --Vanessa Vidano