«Dobbiamo superare i confini e costruire un grande territorio»
ivrea. «Bisogna dare a questo territorio un'identità che non ha. Superare i confini amministrativi e parlare di area vasta. Una zona che va da Santhià fino all'Anfiteatro Morenico di Ivrea, passando per la valle della Dora, fino a Pont, al cammino di Oropa, alla valle di Gressonney e abbracci anche il Monte Rosa. Ecco, un comprensorio di questo genere avrebbe veramente di tutto. Dalla salita Pantani al trekking. Se parliamo solo di Piemonte, insomma, bisognerebbe mettere insieme le Atl di Ivrea e Biella, coinvolgendo anche Vercelli». È una visione complessiva quella di Alberto Conte del Movimento lento. Capace di abbracciare le esigenze e i servizi richiesti dall'eco turista moderno, un segmento di mercato in forte crescita, che ha delle grandi potenzialità in Canavese. Proprio alla Casa del Movimento lento si terrà il 25 e il 26 febbraio primo corso di "turismo slow", per ospitare cicloturisti, camminatori, appassionati di e-bike e altri sport. Le prenotazioni per le prime due date sono già chiuse, ma su www.casa.movimentolento.it è possibile riservare un posto per il 24 e il 25 marzo. «Il grosso di questo tipo di mercato turistico - spiega Conte - non è fatto dai grandi camminatori che si spostano giorno dopo giorno, tappa dopo tappa. Molti sono turisti giornalieri che vengono da Milano o da Torino per la giornata, spendono poco, ma si tratta di numeri importanti. Poi c'è il turista slow, che viene qui, sta una settimana, e ogni giorno fa una passeggiata o un'attività diversa. Vanno pensati programmi a vari livelli di difficoltà, da quelli percorribili da anziani e bambini fino agli appassionati. L'importante è diversificare». C'è poi l'aspetto identitario, che non è certo da sottovalutare. «Il turista slow moderno - spiega ancora Conte - è una persona che fa una scelta legata a una certa struttura di accoglienza, perché gli piace, perché la vive come autentica. Si sentono in sintonia con determinati valori. Ad esempio noi alla Casa del Movimento lento siamo due cittadini andati a vivere in campagna e portiamo avanti una certa identità. Vieni qui e ti disintossichi dalla vita cittadina. Gli risuoniamo perché ci vivono come persone simili a loro». --A.S.