Investimenti per venti milioni di euro L'opposizione: «Quasi metà è con mutui»
Vincenzo IorioIVREA. Un bilancio e un documento di programmazione senza anima, caratterizzato da una forte carenza di progetti per la città, dove al di là dei numeri non si capisce quale sia la visione di città del prossimo futuro, quale idea organica abbiano in mente gli amministratori comunali. L'opposizione, seppur divisa al suo interno, usa parole quasi identiche nel bocciare il piano di investimenti triennale approvato a fine anno dal consiglio comunale che rischia di avere un peso eccessivo anche sulle scelte delle future amministrazioni, di qualunque colore politico siano.Il piano triennale delle opere pubbliche prevede, infatti, investimenti per 20 milioni di euro con accensione di mutui per quasi la metà dell'importo, ossia 9 milioni. «Un libro dei sogni - sottolinea il capogruppo di Viviamo Ivrea Francesco Comnotto -. Hanno messo nero su bianco 20 milioni, pur sapendo che all'anno se ne possono spendere realisticamente 3-4 o poco più, e nemmeno tutti gli anni. Dei 20 milioni, 9 derivano dall'accensione di ipotetici mutui, 1,5 da alienazioni (ovviamente ipotetiche e non certe), 7,5 da contributi. Questi però su specifici progetti già finanziati (paratia canoa 380mila, asilo nido per parte turistica 725mila e 115mila per rimozione amianto)». Per Comotto è inaccettabile accendere mutui in tre anni per 9 milioni di euro. «Questo significa ingessare le future amministrazioni per oltre vent'anni - attacca Comotto -. Nel triennale dello scorso anno (2019/21) c'erano investimenti per 14 milioni con mutui per solo 1,5, dei quali la parte del leone la faceva la pista ciclabile con 570.000 euro, oggi sparita dai radar. Così come non si ha più notizia del castello (300.000 euro) con i quali si può fare poco o nulla se non qualche ipotesi progettuale».UnescoDurissimo sul capitolo Unesco il capogruppo del Pd Maurizio Perinetti. «Nel documento programmatico il tema Unesco è quasi inesistente, o timidamente accennato, così come nel bilancio di previsione appaiono insufficienti gli stanziamenti su questo tema. L'amministrazione comunale Sertoli è in colpevole ritardo nell'indicare la strada e il programma politico-amministrativo di azione, ed è priva di un indirizzo determinato a creare un volano forte di rilancio della città sul tema che costituisce oggi il più forte valore aggiunto di Ivrea, oltre ad essere decisamente debole e inconsistente il coinvolgimento della città e della sua popolazione». «Nulla si dice sull'ente di gestione - attacca ancora Perinetti - che, a distanza di un anno e mezzo dall'ottenimento del riconoscimento Unesco, non è ancora stato costituito, né si sa in quale forma e con che soggetti si intende costituirlo». La nuova bibliotecaNel documento unico di programmazione ci sono 5,7 milioni della Fondazione Guelpa per la biblioteca «per la quale - sottolinea Comotto - non sono ancora nemmeno stati appaltati i lavori di messa a norma. Si parla dell'ex istituto Cena, rispolverando il progetto dei primi anni Duemila della giunta Grijuela. Prima di tutto questo, chiedo per l'ennesima volta agli amministratori di tirar fuori dai cassetti lo studio di staticità dell'edificio commissionato quasi due anni fa dall'uscente amministrazione Della Pepa -. Un documento che ho chiesto a più riprese e che non si sa bene per quale ragione non vogliono farci vedere». «Invece di insistere con il voler riutilizzare il sito dell'edificio scolastico dell'ex istituto Cena - aggiunge Perinetti dal Pd - meglio trasferire la biblioteca a Palazzo Giusiana in modo da liberare i locali al pian terreno dell'edificio di piazza Ottinetti che potrebbero essere ceduti a terzi, magari per attività commerciali rendendo così più viva quella bella piazza e il centro della città, e destinare i locali ai piani superiore agli spazi per le mostre temporanee al museo civico». Palazzo Giusiana«Tutti le opere sono finanziate con cifre sottostimate - incalza Comotto - come ad esempio palazzo Giusana con 3,8 milioni nel triennio, ma 3 dei quali solo nel 2021, dei quali 2 con accensione di mutuo». Non piace al capogruppo Pd la scelta di Palazzo Giasiana come sede futura di tutti gli uffici del Comune. «Si parla di unificare gli uffici del Comune sistemandoli, dopo ristrutturazione, a palazzo Giusiana - spiega -. Un grave errore strategico chiudere alla città il più bel palazzo di Ivrea di proprietà del Comune facendone sede di uffici. Tra le possibilità da considerare e valutare attentamente vi è sicuramente, invece, quella di allocare a Palazzo Giusiana la biblioteca civica. «Per l'asilo nido è previsto 1 milioni di euro, 725.000 dalla Regione - sottolinea ancora Comotto - ma solo per la sistemazione della guardiania e della casetta nella collinetta, ma per la "riapertura" dell'asilo come scuola, promessa in campagna elettorale, ci sono in totale nel triennio 3,8 milioni, molto probabilmente insufficienti perché 1 milione è quello ad uso turistico».Palazzetto dello SportPerinetti lo definisce "fantomatico" «perché in bilancio non compare un minimo stanziamento per tale opera». «Ci domandiamo se una città delle dimensioni di Ivrea - prosegue il capogruppo del Pd - possa sostenere l'esistenza di una struttura del genere quando, ad esempio, città di ben più ampia dimensione, come ad esempio Novara, fatichino non poco al suo mantenimento. Forse l'idea di un impianto di dimensioni più consone, ad esempio coma la vecchia palestra di via dei Cappuccini, potrebbe essere un proposta, se effettivamente necessaria, più adeguata». «È vero che parte della spesa del Palazzetto dello Sport verrà coperta dal privato - conclude Comotto - ma l'investimento andava comunque inserito nel piano per realizzare realmente l'opera».San BernardoSpariti dal bilancio anche il pluriuso di San Bernardo e il collegamento di via Verdi con l'area ex Montefibre. «Sul primo intervento esisteva già il progetto di ristrutturazione dell'ex bocciodromo dove era già anche stato realizzato l'intervento di rifacimento del tetto - incalza Perinetti -. In questo piano triennale non c'è un euro stanziato per questo intervento che, quindi, almeno per questa tornata amministrativa non verrà realizzato lasciando quindi senza struttura il quartiere di San Bernardo e la città. Il collegamento stradale di via Verdi con l'area ex Montefibre costituirebbe un utilissimo collegamento alternativo a via Torino e via Dora Baltea. Uno sbaglio rinunciare completamente a questa opera». --