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IVREA. Felicità, forza, resilienza, serenità, amore, joie ... sono alcune delle parole venute fuori dalle mamme, a chiusura di uno degli incontri organizzati nell'ambito del percorso alla nascita Asl/To4, comunemente chiamato corso preparto.Ma questa volta, le vere protagoniste non erano le operatrici sanitarie intente a dare "istruzioni" su come partorire ma le mamme in dolce attesa che, aprendosi al confronto, hanno raccontato la loro esperienza di maternità, in un dialogo durato per ben due ore, catartiche per tutte loro, nella palestra della Asl/To4, in occasione di uno degli incontri intitolato "Culliamoci con le parole".È un progetto che va avanti da circa due anni, una sorta di laboratorio sperimentale che apre le sue sessioni con la consegna di un'agenda grezza abbozzata su carta riciclata da portare a casa per poterci scrivere su e poi poterla segretamente custodire. Il cosiddetto "diario della mamma", un quadernetto simbolico volto a spronare le donne in attesa a concentrarsi su se stesse, a tirar fuori le loro più profonde emozioni attraverso le parole. Siano esse scritte o orali purché siano espressione di quell'universo femminile che mai vieni fuori come nel momento più profondo per una donna: quello dell'attesa di un figlio, in cui tutto si fa più denso di significato e talvolta più complicato.Un confronto spontaneo fatto di scambi di lacrime e sorrisi, un momento di solidarietà tra chi sa cosa significhi affrontare la maternità portandosi dentro una valigia di racconti personali. Una rumena e una nigeriana, una venticinquenne e una quarantenne, una creativa e un avvocato, una al primo e un'altra al quarto parto. Tutte con una storia diversa ma tutte uguali perché, una volta entrate lì dentro, si è solo mamme che aspettano i propri bimbi, mamme che si accarezzano la loro pancia, mamme che condividono la loro voglia di scoprirsi diverse senza che la differenza di etnia, o professione o di età o di peso possa minimamente incidere o mutare il loro profondo desiderio di cullarsi, insieme, attraverso le parole e capire di non essere sole, nel loro vissuto. L'8 gennaio scorso, il progetto ha dato vita a un nuovo incontro per uscire dal mondo virtuale del proprio smartphone e condividere anche solo il piacere di uno sguardo o un sorriso a testa alta. --Flavia Zarba