«Emozione immensa» Daniela e Davide i Conti del Carnevale
VERRES. Daniela Carli e Davide Mosca vestiranno i panni dei Conti Caterina di Challant e Pierre d'Introd 2020. La loro uscita ufficiale, tra squilli di trombe e un nutrito pubblico, è avvenuta sabato sera nel sale del castello di Verrès, alla tradizionale cerimonia di investitura. Due volti profondamente legati alla manifestazione pronti al debutto nei ruoli principali. Daniela, impiegata al Casinò di Saint-Vincent, mamma di Camilla e Margherita, di 13 e 8 anni, è sposata con Andrea Giorgini, assistente capo coordinatore alla polizia di Pont-Saint-Martin. È cresciuta a pane e carnevale, partecipando sin da bambina come damigella e ancella di Caterina, poi come contessa del seguito. Una vocazione di famiglia. «Mio papà Renzo ha iniziato a prender parte al corteo nel 1950 ed ha proseguito fino ai suoi 80 anni ricoprendo vari ruoli, gli ultimi 25 come polentaio, ma prima come conte del seguito, araldo, portabandiera e membro del comitato - racconta Daniela Carli -. È anche per onorare lui e la sua lunga carriera carnevalesca che ho accettato l'invito della presidente Susy Vallino a ricoprire il ruolo di Caterina. Per me, il punto di arrivo più desiderato».Al suo fianco ci sarà Davide Mosca, classe 1964, da anni residente a Killarney, contea del Kerry, nel sud dell'Irlanda, dove è titolare di uno studio di architettura. Papà di Luca, Marco e Elisa, di 10, 9 e 7 anni, è cresciuto a Verrès e ha iniziato a partecipare al carnevale come uomo d'armi, accanto al papà Bruno Mosca, Pierre d'Introd nel 1981, con il fratello Stefano. «È stata una grande sorpresa aver ricevuto la telefonata di Daniela - racconta -. Accettare il ruolo di conte mi dà la possibilità di tornare a Verrès nel momento dell'anno più importante e rivedere tutti gli amici con cui sono cresciuto e partecipare ancora a questo fantastico evento, quest'anno per me sarà il 25º anno di partecipazione al corteo storico. Un gruppo di amici verrà a febbraio dall'Irlanda e sono contento che possano conoscere la nostra cultura e le nostre tradizioni». --Amelio Ambrosi