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L'AVVENIMENTO 13 Gennaio 1610: Galileo Galilei scopre Ganimede, satellite di Giove. ASTRONOMIA... e non solo:Pochi ammassi aperti contengono un impressionante numero di stelle, con numeri paragonabili a quelli degli ammassi globulari, mentre altri sembrano più piccoli addensamenti stellari sovrapposti a normali campi stellari. Proprio queste differenze fanno si che gli ammassi aperti si presentino con dimensioni e forme molto varie: alcuni abbracciano diversi gradi di cielo ed il loro complessivo spettacolo è visibile soltanto attraverso un binocolo a largo campo, come Messier 44 nel Cancro. Ci sono inoltre ammassi più piccoli che sembrano più che altro stelle multiple, come IC 4996 nel Cigno. Le dimensioni reali di un ammasso, indipendentemente dalla distanza, possono variare da poche dozzine di anni luce, come NGC 255 in Balena, fino a 70 anni luce come nel Doppio Ammasso del Perseo. In alcuni casi, tutti i membri dell'ammasso sembrano avere la stessa luminosità come in Caldwell 71 (Poppa) ma ci sono altri casi in cui c'è una netta distinzione tra le stelle più brillanti e le altre, come in Messier 29 nel Cigno. Le stelle che compongono gli ammassi aperti sono dette di Popolazione I, essendo ricche di metalli e rintracciabili solitamente nei bracci della Galassia . Infatti, gli ammassi aperti si collocano in prevalenza lungo i bracci delle galassie a spirale, nelle zone formate in misura maggiore da gas interstellare sfruttabile per la formazione di nuove stelle. Rubrica a cura del Gruppo astrofili eporediesi G.B. Beccaria Ivrea --