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CHIAVERANO. Un muro di fuoco lungo dieci metri ha raso al suolo una baracca e messo a rischio il bosco in località Varionda, a Chiaverano, sabato attorno alle 15. 30. Con l'aggravante della presenza sul posto di due bombole contenenti tracce di gas, e del proprietario della casotta andata distrutta nell'incendio, un pensionato di Ivrea, che voleva scaldarsi mentre lavorava nell'orto. L'incendio sarebbe partito proprio dal suo aver incendiato materiale variamente assortito all'interno di un bidone di metallo. L'uomo se l'è vista brutta. Ma fortunatamente non ha subito ustioni. L'allarme è stato lanciato dal sindaco Maurizio Fiorentini, in zona con la vigilessa per alcuni sopralluoghi. «Eravamo in zona - ha raccontato Fiorentini - quando abbiamo visto una colonna di fumo intenso salire dal bosco, perciò siamo andati subito a controllare temendo che qualcuno stesse dando fuoco a delle sterpaglie. Una volta arrivati alla casotta, ci siamo resi conto che era peggio: il fuoco aveva cominciato a svilupparsi velocemente, probabilmente veniva alimentato dalla quantità e varietà di materiale accatastato nei pressi dalla baracca. Pare che qualcuno abbia anche sentito il rumore di un'esplosione». L'uomo si è fatto largo tra i rottami accatastati, presentandosi al sindaco con il volto completamente annerito. «Ci ha detto che aveva provato a scaldarsi mentre si trovava all'esterno, bruciando del materiale sistemato dentro a un bidone, ma nelle vicinanze c'erano delle bombole di gas, c'era pure un generatore a benzina, era tutto estremamente pericoloso. Il signore può dirsi fortunato, visto che non si è fatto nulla». L'incendio è stato domato dopo un lungo lavoro da parte dei vigili del fuoco di Ivrea, «con i quali mi complimento per la tempestività e la bravura in un contesto difficile». Un muretto di contenimento ha impedito alle fiamme di espandersi, mentre i pompieri hanno provveduto a mettere in sicurezza l'intera zona. Ora il pensionato sarà multato per incendio pericoloso, accumulo di materiale pericoloso non autorizzato, violazione del divieto di accensione fuochi in prossimità di boschi. Fino al 31 marzo, infatti, è vietato dalla legge regionale sugli incendi boschivi l'abbruciamento di materiale vegetale derivante dalle normali attività agricole e selvicolturali. E vige il divieto assoluto di accensione di fuochi fino a 50 metri di distanza da boschi, pascoli, terreni coperti da arbusti. -