Il semaforo spezza-code entra nella fase di installazione

Simona Bombonaroivrea. Rappresenta l'ultimo rimedio alle code di Porta Vercelli e dovrebbe entrare in funzione con la fine di gennaio. È il semaforo intelligente in corso di installazione da pochi giorni in via Circonvallazione, nel punto che, spalle a Porta Aosta, si trova poco prima di arrivare al passaggio pedonale che anticipa la rotatoria di piazza Balla, all'incirca all'altezza della Guardia di Finanza. Per il momento sono stati ultimati i lavori meno visibili e impattanti sul traffico, «mentre le serpentine che dovrebbero rilevare i dati sul flusso di traffico e trasmetterle al semaforo, richiedendo interventi sotto il livello della strada, abbiamo preferito programmarle in giorni meno critici per il traffico, quindi dopo le feste»: l'assessore Michele Cafarelli ha in mano il piano dei correttivi alla viabilità di questa parte di Ivrea, oggettivamente molto peggiorata dopo la realizzazione della rotatoria e della maxi ciclabile di corso Massimo d'Azeglio (opere che in molti a Ivrea sono convinti essere costati al centrosinistra l'esito delle elezioni, che il Pd ha perso appunto per la prima volta a giugno 2018 dal Dopoguerra). Più precisamente, Cafarelli ha in mano l'insieme di correttivi messi a punto a inizio anno da Citec Italia, ditta specializzata di Torino, dopo il fallimento delle modifiche introdotte dalle elezioni allo scorso dicembre. L'ultimissimo tassello del piano di correttivi è proprio il semaforo intelligente che dovrebbe presto entrare in funzione (negli orari topici dei giorni di vigilia, la rotatoria è stata presidiata dai vigili). Dopo di che quel che c'è c'è. Il meccanismo del semaforo (costato circa 20mila euro) è questo: quando in corso Botta la colonna di auto comincia ad arrivare all'altezza della torre di Santo Stefano, allora il semaforo intelligente diventa rosso, ma solo per le auto dirette verso la rotatoria di piazza Balla. Le altre in transito verso Porta Aosta potranno proseguire normalmente. «Abbiamo avuto modo di accertare che il problema è in corso Massimo d'Azeglio - ha ripetuto Cafarelli -. Quando si intasa corso Botta è perché corso Massimo è intasato a sua volta. Permettere ai veicoli di sopraggiungere anche da via Circonvallazione significa creare un ulteriore tappo e paralizzare completamente la viabilità». Da qui l'idea di bloccare i veicoli in arrivo da via Circonvallazione, cosa che dovrebbe consentire alle auto in coda in corso Botta e Massimo d'Azeglio di defluire gradualmente. Tra i correttivi che hanno scandito il 2019 ci sono state le canalizzazioni di direzione all'altezza della chiesa di San Lorenzo, verso via Cascinette. Poi la strada che entra in piazza Freguglia da via dei Mulini, diventata a doppio senso perché via dei Mulini a sua volta ora prevede all'uscita su corso Massimo d'Azeglio (lato Oviesse) la sola svolta a destra. Tra gli altri correttivi lo smantellamento della corona centrale delle rotatoria, le corsie di canalizzazione da corso Botta a corso Massimo d'Azeglio, la segnaletica luminosa all'altezza del passaggio pedonale rialzato di corso Botta.A proposito di via dei Mulini e della sola svolta a destra su corso Massimo, in questi giorni sono ricomparse le barriere in plastica che dovevano aiutare gli automobilisti a familiarizzare con la nuova segnaletica. È bastato rimuoverle perché la gente tornasse infatti a svoltare verso la rotatoria, aggiungendo caos al caos delle ore di punta. Al che i new jersey sono tornati dove sono rimasti per mesi. --