Strada rotta dopo il guasto Il sindaco chiede i danni a Tim
VIdraccO. Una storia di ordinario «disservizio e noncuranza» che ha che vedere con il servizio telefonico, quella denunciata dal sindaco di Vidracco; una storia di lavori per risolvere il guasto cui è stata scavata una voragine in via Vistrorio poi rimasta lì e una marea di lamentele. Una vicenda di disservizi e mancati ripristini per cui ora il Comune chiederà a Tim i danni insieme con altri privati.Succede a Vidracco dove, non solo a inizio novembre quasi tutto il paese è rimasto senza telefono fisso per oltre una settimana, ma i lavori effettuati per la ricerca del guasto, una volta risolto il problema tecnico non sono stati completati. Il sindaco del paese, Antonio Bernini, è furibondo, e con lui la gente del paese che ha dovuto patire il disservizio causato da Tim, tanto che sono già partite alcune richieste di risarcimento danni all'indirizzo dell'operatore telefonico. «Tanto per cominciare a mio parere è già incomprensibile il fatto che sia servita una decina di giorni per individuare il guasto che ha reso muti i nostri telefoni fissi». Ancora più grave il fatto che «i lavori di ripristino del tratto di strada dove si è scavato non siano manco iniziati». Prima di tutto, prosegue il sindaco, «non è detto che tutti a Vidracco posseggano un telefono cellulare e in ogni caso pagano per avere il servizio fisso che non viene reso», e poi «quegli scavi a cielo aperto lungo via Vistrorio, nonostante le nostre ripetute segnalazioni costituiscono tuttora un pericolo per pedoni e automobilisti» spiega Bernini. È un fiume in piena, il primo cittadino di Vidracco, che continua: «È vergognoso che un'azienda come Tim sia incapace di gestire interventi così semplici. Una volta era almeno possibile relazionare con i funzionari locali. Ora invece, la società affida i lavori a ditte private, facendo poi orecchie da mercante di fronte alle rimostranze degli amministratori pubblici e dei cittadini». Tra questi ultimi, particolarmente preoccupato è un pensionato che abita con la famiglia in una villetta che dà proprio su quel tratto di strada dove sono stati effettuati gli scavi. Dice infatti Giuseppe Zucca, indicando le buche sulla strada e un mucchio di terra abbandonato proprio ai piedi del muro di contenimento del terreno davanti alla sua abitazione: «Se mai dovessero continuare le piogge - premette - c'è il rischio che quell'ammasso di terra faccia deviare il normale corso dell'acqua facendola filtrare alla base del muro, rischiando così di provocarne il cedimento». C'è da augurarsi che la sistemazione avvenga quanto prima, anche se le feste non aiuteranno di certo a velocizzare questo iter già tribolato. --Giacomo Grosso