Commerciante d'auto arrestato all'alba in blitz anti 'ndrangheta
VOLPIANO. C'è anche un commerciante d'auto di Volpiano tra le 334 persone arrestate all'alba di giovedì 19 nell'ambito della maxi operazione Rinascita Scott dei carabinieri del Ros e del Comando provinciale di Vibo Valentia che hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare del gip di Catanzaro su richiesta della Dda. Si tratta di Giuseppe Cugliari, 26 anni, incensurato ed insospettabile, ora in carcere a Torino. L'operazione ha disarticolato tutte le organizzazioni di 'ndrangheta operanti nel Vibonese e facenti capo alla cosca Mancuso di Limbadi. Complessivamente sono 416 gli indagati accusati a vario titolo di associazione mafiosa, omicidio, estorsione, usura, fittizia intestazione di beni, riciclaggio e altri reati aggravati dalle modalità mafiose. Pronto anche un provvedimento di sequestro beni per un valore di circa 15 milioni di euro. Politici, avvocati, commercialisti, funzionari infedeli dello Stato e massoni figurano tra gli arrestati della maxi operazione. Tra gli arrestati anche l'ex parlamentare di Forza Italia Giancarlo Pittelli (per tre volte eletto alla Camera) avvocato penalista ed ex coordinatore di Fi in Calabria, oltre che presidente del Catanzaro calcio. Le indagini sono durate anni e oltre alla Calabria hanno interessato varie regioni d'Italia dove la 'ndrangheta vibonese si è ramificata: Lombardia, Piemonte, Veneto, Liguria, Emilia Romagna, Toscana, Lazio, Sicilia, Puglia, Campania e Basilicata. Alcuni indagati sono stati localizzati e arrestati in Germania, Svizzera e Bulgaria. Le indagini hanno consentito di ricostruire gli assetti di tutte le strutture di 'ndrangheta dell'area vibonese e fornito un'ulteriore conferma dell'unitarietà della cosche calabresi, al cui interno le strutture territoriali godono di un'ampia autonomia operativa, seppur nella comunanza delle regole e nel riconoscimento dell'autorità del crimine di Polsi. L'inchiesta dell'antimafia ha documentato l'esistenza di strutture in grado di controllare il territorio di riferimento e di gestirvi capillarmente ogni attività lecita o illecita; lo sviluppo di dialettiche inerenti alle regole associative, nello specifico, sulla legittimità della concessione di doti ad affiliati detenuti e sui connessi adempimenti formali; l'utilizzo di tradizionali ritualità per l'affiliazione e per il conferimento delle doti della società maggiore, attestato dal sequestro di alcuni pizzini; l'operatività di una struttura provinciale - il crimine della provincia di Vibo Valentia - con compiti di coordinamento delle articolazioni territoriali e di collegamento con la provincia di Reggio Calabria e il crimine di Polsi, quale vertice assoluto della'ndrangheta unitaria. --L.M.