Regione, salta il Bilancio Rischio caos nei Comuni

AOSTA. Rischia l'esercizio provvisorio la Regione Valle d'Aosta. Dopo la tempesta scatenata dall'inchiesta Egomnia sui condizionamenti dell'ndrangheta sulle regionali dello scorso anno - che ha portato alle dimissioni del presidente della Regione, Antonio Fosson, degli assessori Laurent Viérin e Stefano Borrello e del consigliere Luca Bianchi - i capigruppo del Consiglio Valle, riunitisi per organizzare i lavori dell'assemblea regionale, hanno deciso ieri di rivoluzionare l'ordine del giorno e rinviare a data da destinarsi l'approvazione del Bilancio 2020.L'approvazione se non avverrà entro la fine dell'anno comporterà la messa in esercizio provvisorio della Regione. A riguardo accalorato l'appello del presidente del Consorzio degli enti locali Franco Manes che ha chiesto un'approvazione entro fine anno per evitare il caos nei Comuni: «Credo che sia doveroso che il Consiglio Valle, indipendentemente dagli schieramenti politici e dai fatti di questi giorni, assuma e abbia un senso di responsabilità per approvare immediatamente il bilancio regionale - aveva detto Manes, intervenendo in apertura dell'assemblea dei rappresentanti degli enti locali convocata ieri». «Mi auguro - ha aggiunto - che tutte le forze politiche si trovino d'accordo a fare ciò che auspichiamo. Noi ci eravamo astenuti sul bilancio, facendo delle richieste. Non so se ci sarà tempo per analizzarle ma noi ci siamo sempre se ci sarà bisogno di un ulteriore confronto con il legislatore». Nel dibattito in aula La Lega apre all'approvazione del bilancio: «Questo Governo - ha detto Stefano Aggravi (Lega Vda) - era iniziato con l'auspicio di inaugurare un nuovo percorso: possiamo dire che quel cammino è finito, e malamente. È nostro dovere approvare il bilancio regionale, che è il cuore amministrativo di quest'aula: ma come possiamo partire da quel progetto? Dobbiamo trovare una soluzione rapida». Lunedì sono arrivate le dimissioni anche dalla carica di consigliere dei quattro politici che hanno ricevuto l'avviso di garanzia. La maggioranza perde così quattro rappresentanti che andranno sostituiti. E si è vista togliere la fiducia della presidente del Consiglio Valle Emily Rini, esponente di Front valdôtain: «Dopo numerose riunioni e confronti Front valdôtain ha deciso di ritirare il proprio sostegno alla maggioranza regionale. Ora è necessario - ha detto Rini - che si torni alle urne. Non si deve e non si può fare finta di nulla». Servirà una nuova assemblea per la surroga dei dimissionari, condizione indispensabile per la prosecuzione dei lavori. Chi potrebbe debuttare nell'aula di Place Deffeyes? Il primo escluso dalla lista Area Civica - Stella Alpina - Pour Notre Vallée alle regionali del 2018 è Carlo Marzi (933 voti), attuale assessore alle Finanze del Comune di Aosta, seguito da Luisa Trione (898), già candidata al Senato alle politiche 2018, e Carlo Norbiato (621). La prima esclusa nella lista dell'Union valdôtaine progressiste alle regionali del 2018 è invece Alessia Favre (616 voti), consigliere comunale di minoranza a Saint-Pierre. Il primo escluso dalla lista Union valdôtaine è Domenico Avati (assolto dall'accusa di corruzione elettorale) con 815 voti. Un valzer di poltrone che stride con la tempesta giudiziaria in corso. Al punto che da Roma in tanti iniziano a parlare di ipotesi commissariamento per la Valle d'Aosta. --Amelio Ambrosi