Sulla discarica Pompiod gli indagati sono quattro
ISSOGNE. Le preoccupazioni dei cittadini si sono tradotte in una inchiesta. Sono quattro gli indagati dalla procura della Repubblica di Aosta per inquinamento ambientale e gestione illecita della discarica di Pompiod, nel Comune di Aymavilles. L'ipotesi investigativa è che la discarica abbia accolto materiali inerti contaminati. Esattamente quello che denunciavano da tempo i residenti.Si tratta in particolare di residui di scavi provenienti da aree inquinate, tutte individuate, fuori dalla Valle d'Aosta. Nei giorni scorsi si sono svolte quindici perquisizioni in abitazioni, imprese ed uffici della pubblica amministrazione, oltre che in Valle d'Aosta anche nelle province di Torino, Milano, Verbania e Vercelli. Inoltre è stata posta sotto sequestro la discarica, oggetto di una petizione popolare negli ultimi mesi e al centro anche del dibattito in Consiglio regionale. «Il dipartimento Ambiente dell'assessorato regionale, fanno sapere le fiamme gialle, avrebbe concesso, in modi e forme non corretti ed in assenza dei presupposti legislativi, deroghe alla normativa vigente, in relazione ai rifiuti che è possibile conferire nell'indicato sito di smaltimento». Gli indagati sono l'attuale amministratore unico di Ulisse 2007 srl, società che gestisce la discarica, Umberto Cucchetti, il rappresentante legale di Agrigarden Ambiente srl, società collegata a Ulisse 2007, Fabrizio Zandonatti, l'ex gestore della discarica, Silvio Cuneaz, la dirigente regionale responsabile del settore Ambiente, Ines Mancuso. Dal fronte politico le prime reazioni che guardano anche al caso Issogne. In riferimento al sequestro della discarica di Pompiod Ambiente Diritti Uguaglianza (Adu) «si augura che anche per quanto riguarda la discarica sullo Chalamy si ascoltino le richieste dei cittadini che animano il Comitato La Valle non è una discarica. Comitato - ricorda Adu - che ha dato inizio a una raccolta di firme contro l'apertura della nuova discarica e, contestualmente, per la chiusura di quella di Pompiod».Sul caso Pompiod il Consiglio regionale ha approvato mercoledì una risoluzione che impegna l'assemblea ad approvare in tempi rapidi modifiche legislative per fissare vincoli all'accettazione di rifiuti speciali provenienti da altre regioni, con lo scopo di disincentivare la realizzazione e l'utilizzo di discariche per il conferimento di rifiuti speciali, soggetti a caratterizzazione. Il Consiglio Valle ha anche preso atto della petizione popolare volta a conoscere la provenienza e la tipologia dei rifiuti smaltiti nella discarica di Pompiod.Sono state respinte altre due risoluzioni sottoscritte dai gruppi di minoranza: la prima volta a sospendere la validità dell'autorizzazione per la discarica di Chalamy; la seconda che chiedeva di valutare la possibilità di revocare le autorizzazioni in corso, di prevedere già nella prossima Finanziaria di limitare il conferimento in Valle di rifiuti provenienti da altre regioni, di revocare i provvedimenti dirigenziali autorizzativi. --Amelio Ambrosi