L'ad Huawei: «Bollino blu come il CE per il 5G»
Un bollino per le apparecchiature 5G che funzioni come il marchio CE: valido a livello comunitario e riconosciuto da ogni Paese della comunità. Questa è la proposta di Thomas Miao, Ceo di Huawei Technologies Italia. «La sicurezza informatica nazionale è fondamentale oggi e lo sarà ancor più in futuro, quindi capisco le preoccupazioni dei vari Paesi. Ma il Golden Power italiano così com'è ci discrimina», dice in una intervista a La Stampa. Il dispositivo consente al governo di porre il veto a contratti relativi a progettazione, realizzazione, manutenzione e gestione delle reti se coinvolgono soggetti esterni all'Ue. Dunque, se parliamo di 5G, non Nokia e neppure Ericsson, ma Huawei e Zte. «Il quadro normativo deve essere chiaro e condiviso. Si potrebbe partire dall'esperienza della Germania, che recentemente ha definito regole chiare e uguali per tutti i fornitori di tecnologia. O dal Regno Unito, dove il NCSC (National Cyber Security Centre) ci ha invitato a modificare alcune parti del codice sorgente, anche se non ci sono problemi di sicurezza. E abbiamo investito per migliorare il software». -- B. R.