«Ragazzi, credeteci Il digitale e il green le vostre opportunità»

l'intervistaNon è nato nella povertà, ma di certo si è fatto da solo. Da quando, quindicenne, con la vecchia macchina per cucire della madre produsse il suo primo paio di jeans. Renzo Rosso, classe 1955, viveva con la famiglia in una fattoria nelle campagne padovane, sognava gli States e rimaneva a bocca aperta quando i soldati della vicina base americana gli regalavano chewing-gum. Pochi anni dopo, aveva già creato Diesel; oggi è il diciottesimo uomo più ricco d'Italia con un patrimonio stimato in 2,5 miliardi di dollari. "Genio dei jeans" secondo il New York Times, innovatore nello stile e nelle campagne di comunicazione. Con la sua Fondazione Only The Brave finanzia anche progetti che aiutano giovani in situazioni di disagio a costruirsi un futuro migliore. Il sistema-Italia oggi non aiuta, anzi ostacola i ragazzi ad emergere. Che cosa c'era di diverso negli anni '70, quando lei iniziò a costruire la sua fortuna? Era davvero tutto più facile?«Di certo c'erano più fame e voglia nei giovani di allora. Del resto l'Italia di oggi frena gli entusiasmi delle nuove generazioni: troppe cose non funzionano, dalla scuola rimasta indietrissimo alla politica dove i nemici di oggi sono gli alleati di domani. E mancano vere leadership: modelli a cui i ragazzi possano ispirarsi, figure in grado di motivarli e spingerli a imitare. La classe dirigente ha forti responsabilità». Se lei avesse vent'anni oggi e si affacciasse al mondo del lavoro, che cosa farebbe? In altre parole: dove vede opportunità per i ragazzi di oggi?«Riprendo il paragone con la mia epoca. Non era tutto più semplice, anzi. Oggi, ad esempio, è molto più facile farsi conoscere e mettere in mostra il proprio talento. Quando ho cominciato io, era durissima far vedere cosa si era in grado di realizzare. Una lettera impiegava un mese ad arrivare negli Stati Uniti. E per ricevere un ordine per posta servivano due settimane. Oggi con i social e in generale con il digitale le informazioni circolano veloci e le barriere sono più facili da abbattere. Sono grandissime opportunità, vedo uno spazio pazzesco sia con le nuove tecnologie che sul fronte dell'economia verde. Ma, certo, serve la mentalità per sfruttare le occasioni. Il rischio in un contesto così difficile è sedersi, perdendo la voglia di fare»A proposito di giovani e social. Lei in passato si è speso per sensibilizzare sui pericoli del linguaggio dell'odio. Anche questo è impoverimento.«Sì, lo è. Ma il tema del linguaggio dell'odio riguarda soprattutto i meno giovani. Anche qui, ai ragazzi non diamo modelli positivi». --GA. DES BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI