Uccide la moglie a coltellate Prima fugge, dopo confessa
Monica Serramilano. Zina aveva paura di suo marito. Dopo 13 anni di matrimonio era cambiato, ossessionato dalla gelosia. Era sempre arrabbiato e urlava, anche per strada davanti alla gente. Giovedì avevano litigato di nuovo: l'aveva picchiata e lei non ce la faceva più. Lo ha denunciato e su consiglio dei carabinieri, con le tre figlie di 16,12 e 8 anni, Zinaida Solonari, moldava di 36 anni, si è trasferita dalla sorella Oxana, in un complesso di villette gialle all'ingresso di Cologno al Serio, nella Bassa Bergamasca.Proprio qui, nel buio della notte tra sabato e domenica, nascosto dietro al cancello d'ingresso, Maurizio Quattrocchi ha atteso con un coltello a serramanico in mano che la donna finisse il turno di lavoro in un agriturismo dove ogni tanto faceva la cameriera. Quando Zina alle due è arrivata, ha fatto appena in tempo a parcheggiare la sua Jeep. Ha fatto pochi passi. Tre metri più avanti il muratore 47enne l'ha aggredita e l'ha uccisa con quattro colpi: due al collo e due all'inguine. Poi ha abbandonato per strada il coltello ed è scappato su una vecchia Peugeot 207 grigia. Dopo un'imponente caccia all'uomo, con l'aiuto di un elicottero della polizia e il nucleo cinofili, alle 18 di ieri i carabinieri lo hanno arrestato in un paese vicino, a Martinengo. Era ancora in auto. Accerchiato dalle gazzelle, si è consegnato. I militari della compagnia di Treviglio, del reparto operativo e del comando provinciale di Bergamo, diretti dal colonnello Paolo Storoni, sapevano dove trovarlo. Il suo cellulare era spento dal mattino ma, grazie alle segnalazioni, avevano tracciato il suo percorso e, attraverso una serie di posti di blocco "a ragno", lo avevano chiuso nel centro di Martinengo. Finché Quattrocchi ha capito di non avere possibilità ed è stato costretto ad arrendersi.«Zina viveva blindata in casa, ma non ci aspettavamo che lui arrivasse a tanto», ha raccontato tra le lacrime Oxana. Zina centellinava le uscite, si allontanava solo per lavorare. I carabinieri le avevano consigliato di trasferirsi a Falconara Marittima, in provincia di Ancona, dove la 36enne aveva una casa. Ma la soluzione non andava bene per le tre figlie che avrebbero perso giorni di scuola. Zina aveva proposto la casa della sorella che vive con il marito, tra l'altro nipote di Quattrocchi. Per tredici anni il loro era stato un matrimonio sereno: si erano sposati in Moldavia, poi in Italia e il 47enne aveva adottato la figlia 16enne che la moglie aveva avuto da una precedente relazione. Ma negli ultimi tempi era sempre più «ossessionato dalla gelosia». Qualche testimone sentito dagli investigatori lo ha descritto come «litigioso e prepotente». «Mai ci saremmo aspettati che potesse ucciderla», hanno detto i vicini di casa che però negli ultimi tempi le urla nell'appartamento di via Bergamo le sentivano sempre più spesso, «di giorno e di notte». Quando Zina sabato notte ha visto il marito che l'aspettava al buio si è messa a gridare. I vicini hanno sentito, la sorella Oxana si è affacciata al balcone. Ha visto Quattrocchi vicino al corpo della sorella agonizzante. Non ha fatto in tempo a scendere le scale che l'uomo era già fuggito. Zina è morta poco dopo tra le sue braccia. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI