«Io, nato in via D'Azeglio sono parte di questo paese»
Rita ColaPALAZZO CANAVESE. È nato proprio lì, in una casa a due passi dal Comune, in via D'Azeglio, al civico 14. Era il 17 aprile 1951. «Oggi in quella strada non c'è quasi più nessuno», dice Silvano Signora, sindaco dal maggio scorso. Silvano Signora ha sempre fatto parte della comunità di Palazzo, quella composta dalla gente e dalle proprie abitudini, dalle tradizioni e dai rapporti personali e tra famiglie che si perdono nella notte dei tempi. Per questo Signora, di Palazzo, conosce ogni angolo e ogni sasso. TOUR MATTUTINOArriva a palazzo civico, luogo dell'appuntamento con la Sentinella, dopo il solito giro mattutino all'acquedotto e dopo essere stato chiamato per vedere il luogo dove dovranno essere realizzati dei lavori importanti. «Palazzo è uno dei pochi Comuni che non ha aderito a Smat - dice -. Qui abbiamo tre nostre sorgenti e il nostro acquedotto. L'acqua passa attraverso il batterizzatore, qui non usiamo cloro». E lei, ogni mattina va all'acquedotto? «Beh, praticamente sì. Passo a fare un giro, a dare un'occhiata per vedere se sia tutto a posto. Ma lo facevo già prima di diventare sindaco».Già, il prima. Occorre fare un salto indietro al 2004. «Mi aveva coinvolto Adriano Filipetto (Adriano Chini Filipetto, sindaco dal 1999 al 2009, scomparso a maggio 2017, ndr), mi aveva detto dai, vieni a dare una mano, non ti disturberò più di due volte l'anno». Le ultime parole famose. Da allora, Silvano Signora è sempre stato presente. Ha cominciato a occuparsi di acquedotto: «C'era un signore che conosceva ogni anfratto e mi ha portato con lui per spiegarmi tutto». A Filipetto sono seguiti tre mandati di Amanda Prelle, oggi vicesindaca. «Nel 2009 - aggiunge - Amanda mi ha chiesto di continuare a dare una mano». A questo punto, la fascia tricolore, nel 2019, è toccata indossarla direttamente a Silvano Signora. Lontani i tempi in cui, nonostante Palazzo abbia meno di 900 residenti, le campagne elettorali erano combattute a suon di liste. Si è arrivati fino a cinque, poi tre. Nel 2019, oltre alla lista di Silvano Signora, Insieme per Palazzo, non si è presentato nessuno. Il risultato: 734 elettori, 547 votanti, 460 voti per l'unica lista in campo. Lontani i tempi della battaglia legata a un progetto per un pirogassificatore, oggi il tema è quello della partecipazione e dell'impegno nella vita di comunità di un piccolo Comune. «È un peccato che non si sia fatto avanti nessuno - osserva Signora -. Noi abbiamo cercato di coinvolgere qualcuno e se ci sono persone che vogliono impegnarsi, le porte sono aperte». Silvano Signora, marito, padre di un figlio 34enne, oggi è in pensione dopo aver lavorato alla Liquigas e può fare il sindaco a tempo pieno. Palazzo conta su un organico di tre lavoratori a tempo pieno e uno part time, tecnico comunale e segretario comunale in convenzione. «Mi piacerebbe tornare ad avere il tecnico anche qualche ora il sabato mattina - dice Signora - in modo che se le persone hanno bisogno di chiedere le cose e confrontarsi, possano farlo». Da settembre, tornerà l'impegno con lo scuolabus. «Tre giri al giorno a Piverone - dice - perché nonostante Palazzo sia piccolo, abbiamo molte famiglie con figli. Abbiamo una sessantina di alunni da accompagnare a Piverone, qui abbiamo la scuola dell'infanzia pubblica e un nido privato». I LAVORITra i lavori importanti che l'amministrazione Signora dovrà realizzare («nel segno della continuità») c'è la messa in sicurezza del rio Retana. Sarà realizzato un muro di contenimento in pietra e poi riasfaltata la strada per arrivarci. L'appalto è cosa di questi giorni, il costo è di 190mila euro, con un contributo della Regione. Altri lavori? «Guardi, l'unico Governo che ci ha dato qualche contributo per fare dei lavori straordinari - dice Signora - è questo qui appena caduto. Abbiamo avuto quarantamila euro per migliorare l'efficienza energetica. Ora stiamo decidendo la progettazione dell'intervento, se sostituire porte e finestre del palazzo o se sostituire la caldaia, che comunque è vecchia». Un sogno nel cassetto? È lì, basta attraversare la strada che separa il Comune da un gioiellino di piazzetta, dove sorge un palazzo storico, la vecchia sede degli uffici comunali. «Ecco, sarebbe bello riqualificare quel palazzo - dice Signora -. Un progetto era già stato realizzato e pensiamo di tirarlo fuori e capire come potremmo recuperare dei finanziamenti. La cifra preventivata è tanta, un milione e centomila euro, ma davvero sarebbe bello». Chissà. Più terra terra, c'è il problema della collina. La Serra si muove. Nel 1994, l'anno dell'alluvione, i problemi erano stati importanti. «I lavori di sicurezza vennero eseguiti - racconta Signora - creando un invaso. Terminarono intorno al 1999, 2000. Ma resta il problema che l'invaso tende ovviamente a riempirsi e quindi vanno tenuti puliti e liberi, altrimenti perdono la loro funzione protettiva. Noi dovremo occuparci della pulizia degli invasi».Quanto alla vita di paese, scorre tranquilla. Ci sono alcuni ambulanti che fanno tappa a Palazzo in un piccolo mercato con frutta e verdura e generi alimentari e c'è un artigiano (viene da Tronzano) che si occupa di biciclette. Le associazioni tutte, tra Pro loco e Alpini, sono sempre pronte a dare una mano anche alle attività della parrocchia, guidata da don Geofrey Mulangwa. «Ecco - conclude - mi piacerebbe che si formasse un bel gruppo di protezione civile». --