Sulla statale 26 la visibilità a zero e rischio mortale
Mauro GiubelliniIVREA. Ci sono problemi che si ripetono ciclicamente. E ci sono incidenti, anche gravissimi, che si possono evitare. Spesso i primi, se non vengono risolti, innescano i secondi .Statale 26 tra Ivrea e Montalto Dora. Un lungo nastro d'asfalto con decine di incroci a raso. Una strada tra le più pericolose dell'Eporediese dove morti, incidenti e feriti non si contano più. Ma quando a provocarli non sono la guida spericolata di qualche idiota dal piede pesante o, banalmente la fatalità, ma l'incuria e la superficialità umana esplodono rabbia e proteste. «Da aziende, case private e strade laterali immettersi sulla statale 26 significa sfidare la morte - spiegano i residenti - erba e sterpaglie sono da giungla tropicale, arrivano sino a due metri di altezza».La descrizione corrisponde alla realtà: nei punti più critici non è nemmeno più possibile scorgere la strada principale immettendosi dalle vie laterali. Esattamente come lo scorso anno. E l'anno precedente. «Qui ci deve scappare il morto per accelerare la soluzione del problema? Perché è solo questione di tempo - scrivono i residenti in una dettagliata segnalazione inviata anche ai giornali - La competenza è dell'Anas. Quando i cantonieri intervengono lo fanno egregiamente. Lo scorso anno, 48 ore dopo la denuncia giornalistica fatta sulle pagine della Sentinella del Canavese, l'Anas schierò una potente squadra di uomini e mezzi e in tre ore riportò tutto a quella che dovrebbe essere la normalità. Il problema è la tempistica degli interventi mentre il rimpallo delle responsabilità in caso di incidenti è immediato». Ed anche quest'anno sono davvero arrabbiati cittadini e commercianti con abitazioni e attività che si affacciano su via Aosta, all'uscita di Ivrea e sino all'ingresso di Montalto Dora.Alcuni lamentano anche danni e perdite economiche, ad esempio i gestori della stazione di carburanti Vargas.«Molti clienti hanno rinunciato a far rifornimento da noi. Perché? - dicono - Perché una volta entrati nell'area di servizio devono sfidare la buona sorte per uscirne indenni». E dicono la verità. In tempi normali per mettere gasolio o benzina da loro solitamente bisogna attendere qualche minuto per permettere al cliente precedente di ripartire. Venerdì mattina, per una buona mezz'ora, non si è visto nessuno.«Continuo a venire qua perché i gestori sono sempre gentile ed affabili - dice Elena Fois, impiegata in un'agenzia di assicurazioni in città - Ma cerco di farlo quando da Montalto vado verso Ivrea. Perché per reimmettersi sulla statale 26 da Ivrea verso Montalto bisogna uscire alle cieca, rischiando un incidente». I titolari del distributore si sono proposti di tagliare l'erba a spese loro. Ma la legge non glielo permette.A rappresentare poi ulteriori elementi di pericolo sono anche la velocità con cui decine di automobilisti affrontato lo stretto rettilineo e l'attraversamento, specie la sera, di intere famiglie di cinghiali. --