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BARD. Novanta chilometri di corsa lungo le strade della bassa Valle d'Aosta e del Canavese, fino a Robbio, correndo con una fiaccola accesa. Partenza dal Forte di Bard arrivo nel paese in Lomellina la domenica sera. L'allegra carovana composta da una quarantina di persone tra tedofori, ciclisti, sostenitori, auto di servizio e persino un'ambulanza, ha destato curiosità e anche qualche strombazzata di clacson lungo le strade. Curiosa è la storia del palio dl'Urmon di Robbio, manifestazione nata 35 anni fa per celebrare un albero (un olmo, anzi, un olmone simbolo de paese e del ritrovarsi sotto la sua ombra. Anno dopo anno, la passione e l'entusiasmo attorno al palio sono cresciute. La gara, in sé, è una corsa di carriole pesanti 100 chili spinte per un chilometro nel centro del paese, da tre atleti per ciascuno degli otto rioni. Intorno, la festa - con tanto di sfilata - coinvolge praticamente tutto il paese e l'evento - il prossimo fine settimana - è un'ottima occasione per riscoprire le tradizioni. Ogni anno, quindi, il rione vincitore, una settimana prima del palio organizza il percorso della fiaccola robbiese. Quest'anno, tocca al rione Campagnola, vincitore dopo 28 anni. Ma perché partire proprio da Bard? «Perché il forte è simbolo di solidità, è una fortezza, come il nostro rione», dice Giuseppe Pallanza, presidente del rione Campagnola. E non è tutto: « Il percorso scelto ci accomuna tutti perché è lungo la via Francigena di Sigerico». Poco dopo le 13 di ieri, domenica, in anticipo di una ventina di minuti sui tempi calcolati, la fiaccola passa di mano a Ivrea, in corso Verceli, tra i tedofori Stefano Zanoni e Alessio Crivellari. Ancora due passaggi e poi toccherà anche al presidente Pallanza correre un po' con la fiaccola accesa. Il clima è di festa, i tedofori sono vestiti con i loro colori, rosso e verde «come gli aranceri dei Tuchini», sottolineano. Le magliette realizzate per l'occasione raffigurano il Forte di Bard, che ha ospitato l'inizio della loro avventura e la strada che scende dal Forte. La forma della strada ricorda le sinuosità del trofeo simbolo del palio, con una stella a otto punte che altro non sono che i rioni del paese. Il senso di appartenenza è forte, la voglia di condividere le proprie tradizioni anche. I 90 chilometri sono lunghi, ma la fatica non si sente. I supporter hanno acqua per rinfrescare e ormai è vicina la tappa per rifocillarsi, al lago di Viverone. Lo scenario imponente del Forte di Bard ha sempre un suo perché e il momento ufficiale, di benedizione e accensione del braciere, ha visto vicini la sindaca di Bard Deborah Jacquemet, la presidente del Forte di Bard, Ornella Badery, il sindaco di Robbio Roberto Francese e il presidente del Comitato del Palio Orieto David. --R.C.