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il retroscenaFrancesca Schianchi«Se qualcuno mi dice "ragioniamo perché i no diventino sì", miglioriamo la squadra, diamoci un tempo e un obiettivo, io l'ho sempre detto che sono un uomo concreto e guardo avanti». A metà pomeriggio, Matteo Salvini appena uscito dalle consultazioni offre in diretta Facebook dal Quirinale la sua ultima, disperata apertura ai Cinque stelle. Accompagnato dai capigruppo Molinari e Romeo, occhi fissi alle telecamere per salutare «chi è qua, chi è a casa, chi è in ufficio, chi è al lavoro», giustifica la crisi di Ferragosto - «l'Italia non può permettersi di perdere tempo con un governo che litiga» - e chiede le urne, «la via maestra». Ma, siccome contatti e trattative tra Movimento e Pd proseguono, alla richiesta di voto subito pone un'alternativa: un altro governo (per pochi mesi) con M5S. Con un cronoprogramma preciso e senza escludere un'ipotesi che non è stata avanzata al presidente Mattarella ma che nella Lega considerano possibile: se servisse, investire persino Luigi Di Maio del ruolo di premier.Un cambio di squadra, un tempo e un obiettivo, dice all'uscita dalle consultazioni. I pontieri che si interessano della trattativa nel Movimento sono stati informati di quali sono le condizioni che vorrebbe il leader leghista. L'idea è quella di una nuova partenza, ma per soli quattro mesi, in modo da arrivare a fine anno come da antico progetto di Giorgetti: un'ipotesi che permetterebbe di andare al voto a fine febbraio. E poi, c'è l'obiettivo, anzi, i tre obiettivi: primo, sterilizzare l'aumento dell'Iva, spauracchio per chiunque governi, visto che porterebbe l'aliquota ordinaria dal 10 al 13 per cento e quella massima dal 22 al 25 per cento, con intuibili conseguenze sul portafoglio degli italiani (e quindi sul consenso elettorale). Secondo obiettivo, per tentare i 5S, il taglio del numero dei parlamentari. Infine, terzo obiettivo, una nuova legge elettorale, necessaria peraltro in caso di taglio dei parlamentari. Quel che serve per affrontare l'autunno e traghettare il Paese al voto in tempi più rilassati.Un ultimo tentativo in cui nel Carroccio non negano di sperare. Contatti diretti tra Salvini e Di Maio in questi giorni non ce ne sono stati, causa il gelo sceso ormai da qualche settimana fra i due. Ma parlamentari e colleghi di governo hanno naturalmente rapporti quotidiani. E, nel Carroccio, contano che ci saranno contatti più seri e «ufficiali» nelle ore a venire. «Un accordo "contro" tra Pd e M5S è vecchia politica», insiste Salvini, sperando ancora di riuscire a separare quello sta provando faticosamente a unirsi, contando sul fatto che Di Maio e Zingaretti sono i più scettici sul progetto. «Ritenevo e ritengo che Di Maio abbia lavorato bene», lascia cadere allora nel post consultazioni.Citandolo, volutamente, come esempio positivo. Un messaggio distensivo e pure qualcosa di più: l'ipotesi sul tavolo, se si aprisse una interlocuzione capace di frapporsi a quella parallela col Pd, a promuovere il giovane vicepremier a capo di Palazzo Chigi. Un'ipotesi ghiotta, per chi potrebbe scippare a Renzi il primato di più giovane presidente del consiglio della storia, e soprattutto per chi della trattativa coi dem non è convinto.Tanto che, fanno notare con soddisfazione nel Carroccio, nelle sue brevi comunicazioni dopo aver parlato col capo dello Stato, nell'elencare i dieci punti irrinunciabili, mai ha citato il Pd. Nell'altro forno qualcosa sta provando a lievitare: ieri sera l'Assemblea dei parlamentari grillini ha dato mandato a trattare coi dem. Ma nelle stanze dei verdi non si arrendono: 4 giorni per provarci. -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI