Restano tre i livelli di allerta Iaria: «Priorità alla sicurezza»

quincinetto. «La viabilità prevista dal Piano in caso di chiusura dell'A5 - dice il consigliere delegato alla viabilità della Città metropolitana di Torino Antonino Iaria - è il nocciolo del problema in attesa di disinnescare la montagna di massi e terreno che minaccia l'autostrada».«Attualmente il Piano speditivo prevede tre livelli di allerta attivati dai sensori che sono posti sulla frana e gestiti dal Centro di competenza della protezione civile presso l'Università di Firenze - precisa Iaria in un comunicato stampa - In caso di allerta di livello 2 l'autostrada fra Ivrea e Pont Saint Martin è percorribile su una sola corsia nel lato più vicino alla parete e su due corsie nell'altro senso; ma in caso di allerta 3 (quella che si è verificata domenica 28 luglio) l'autostrada viene chiusa e la viabilità, secondo quanto stabilito dal Piano, viene dirottata da Ivrea verso la Vallée lungo la statale 26 fino a Pont Saint Martin, mentre per chi esce a Pont, si imbocca inizialmente la statale 26 attraversando Carema e Settimo Vittone, e appena prima di Quassolo si devia lungo le strade provinciali 70, 69, 503 e 68 fino a rientrare in autostrada a Ivrea». «Un anello che garantisce la sicurezza dei cittadini, primo obiettivo di un piano di protezione civile - specifica - e sono certo che coi sindaci appianeremo le divergenze». «La Città metropolitana - ha voluto ricordare Antonino Iaria - ha dato un apporto significativo nella creazione del Piano come Protezione civile e come Servizio viabilità offrendo proposte progettuali che utilizzano la viabilità esistente. Oggi abbiamo ricevuto altre possibili proposte che devono però essere valutate per la loro fattibilità. Ovviamente siamo disponibili a un ulteriore apporto tecnico per individuare soluzioni che eliminino alcuni problemi, come il passaggio dei mezzi pesanti nei centri abitati, realizzabili però in un breve arco temporale». --M.G.