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Marco GrassoTiziano IvaniGENOVA. L'anima degli stralli, i tiranti diagonali che reggevano il Ponte Morandi, era gravemente malata. In una delle parti fondamentali, tra i tiranti e la sommità della pila 9, era stata divorata «fino al 100%»: «Molti fili erano completamente corrosi prima della rottura - annotano i periti del giudice per le indagini preliminari Angela Nutini - mentre il numero di fili senza corrosione era praticamente trascurabile». È uno dei passaggi fondamentali della relazione degli esperti, chiamati a pronunciarsi principalmente su due aspetti: la conservazione del viadotto, in molte parti attaccato dall'ossidazione (fenomeno più superficiale) e dalla corrosione (effetto più profondo); e la sua manutenzione, giudicata in vari passaggi non «efficace» o «provvisoria», specie «negli ultimi 25 anni», cioè dopo la privatizzazione della rete autostradale. Parte dell'ammaloramento viene imputato anche a tare originarie, «difetti di iniezione» del calcestruzzo. Un dossier durissimo, in cui gli studiosi parlano di «degrado diffuso e generalizzato», su cui tuttavia i tecnici di Autostrade per l'Italia sono pronti a dare battaglia: «La relazione non evidenzia situazioni di degrado che possano essere messe in relazione con una diminuzione della capacità portante del ponte». I periti scrivono di essersi «concentrati» su un campione particolarmente deteriorato - il cosiddetto «reperto 132» - considerato dalla Procura la "prova regina". Si tratta di un tratto di congiunzione fra l'antenna del lato Sud del pilone 9 e i tiranti. Ed è in questo punto che gli esperti - sulla base delle analisi dei laboratori svizzeri Empa e genovesi Sgk - annotano il forte assottigliamento dei trefoli (fasci di cavi di acciaio che formano gli stralli), una «riduzione di sezione» che viene correlata a una «relativa diminuzione di resistenza a rottura per trazione». Secondo la perizia, il 41% dei cavi primari e il 65% dei secondari era corroso in modo sensibile, fra il 75 e il 100%; mentre il 68% dei primari e l'85% dei secondari aveva danni da corrosione tra il 50% e il 100%. Fenomeni di corrosione e riduzione di sezione che, concludono i periti, «ha effetti diretti sulla sicurezza strutturale». Per Autostrade la corrosione media generale era sotto al 50% e i tecnici sottolineano un altro passaggio della relazione, in cui «lo stato di conservazione dei cavi dei tiranti» (non quelli collegati all'antenna) «non mostra particolari segni di degrado». -- BY NC ND ALCUNI DIRITTI RISERVATI